È possibile realizzare una vita familiare che appaghi, se pure con tutti i limiti umani, le nostre attese? Una serie di articoli per illustrare la scuola online per le famiglie “La corona di dodici stelle”

Con questo primo articolo vorremmo introdurre i lettori alla conoscenza della nostra iniziativa “San Benedetto e la vita familiare”. È questo il titolo di un volume che è stato pubblicato nel 2009 in Italia – e in seguito anche in Inghilterra, Francia, Portogallo e Spagna – nel quale si propone alle famiglie di oggi di adottare, con opportuni adattamenti, la Regola di San Benedetto.

Dopo la pubblicazione del libro sono state fatte molte esperienze con le famiglie per mettere in pratica il relativo progetto, e dall’esperienza concreta è nata l’esigenza di creare una vera scuola per le famiglie, che offra tutti gli insegnamenti e tutti i materiali necessari per realizzare un’iniziativa così impegnativa. Così l’8 dicembre 2015 è stata inaugurata, presso in sito web dell’Abbazia Benedettina di Farfa, la scuola online per famiglie “La corona di dodici stelle”.

Le dodici stelle corrispondono ai dodici insegnamenti che sono stati individuati come necessari perché una famiglia moderna possa essere messa in grado di realizzare se stessa secondo un sano progetto di vita comune, quale si può desumere, appunto, dalla Regola di San Benedetto.

Sappiamo quante e quali difficoltà devono affrontare le famiglie di oggi, mentre, nello stesso tempo vediamo che ben poco si fa per aiutarle. Proprio per questo desideriamo condividere con loro, e specialmente con quelle maggiormente provate, i doni che il Signore ha fatto a tutti noi tramite l’insegnamento paterno di San Benedetto e la grande tradizione che a lui si ispira.

Lo spirito che anima la nostra iniziativa può essere illustrato da due frasi della Regola di San Benedetto, che ne mostrano tutto il valore, specialmente per il nostro tempo:

Nel quarto capitolo, San Benedetto, dopo aver elencato “gli strumenti delle buone opere”, cioè le buone disposizioni d’animo e le virtù che il discepolo deve coltivare, conclude:

«L’officina poi in cui bisogna usare con la massima diligenza questi strumenti è formata dai chiostri del monastero e dalla stabilità nella propria famiglia monastica».

Questa frase viene letta con un po’ di fastidio dal giovane postulante benedettino, che, anche lui figlio della nostra società frenetica, si sente come proiettato verso l’attività sociale esterna. Se una cosiddetta “studiosa”, come Irene Biemmi – che in realtà dimostra di aver studiato molto poco! – presenta come ideale di vita dei maschietti, che le bambine dovrebbero invidiare e imitare, il lavoro «fuori casa» di «geologi, astronauti, esploratori, giornalisti, medici, scienziati» e gli «affascinanti e avventurosi grandi spazi esterni», si può capire che il nostro immaginario postulante dovrà fare un lungo cammino di conversione per adattarsi ad esercitare le porprie virtù e abilità nei «chiostri del monastero» e nella «stabilità nella famiglia monastica»!

Ma la stessa conversione dovranno fare anche le povere discepole di Irene Biemmi, che la “studiosa” ha pensato bene di alienare fin dall’infanzia dall’amore per le pareti domestiche.

Potrebbe, tuttavia, avere ragione il saggio San Benedetto ad insegnare ai suoi giovani discepoli – tra l’altro dei «maschietti»! – che sono assai più «affascinanti» e «avventurosi» i «piccoli spazi interni» che non i «grandi spazi esterni».

In fondo gli «spazi esterni» troppo spesso si riducono a snervanti attese in mezzo al traffico cittadino, ovvero a seccanti discussioni con i colleghi, a umiliazioni da parte del datore di lavoro, a estentuante affaticamento alla cassa di un supermercato o tra una folla di discoli intrattabili e di genitori ancora più intrattabili.

Cosa ci dice, invece, san Benedetto degli «spazi interni»? Che cosa si fa là dentro? Molto semplice: si costruisce la «casa di Dio»!

Infatti vivere insieme armoniosamente una vita felice – per quanto possibile in questa vita e in questi tempi! – è come stare nella casa di Dio. Ma – lo sappiamo bene! – non è una cosa che venga da sé: è qualcosa da costruire, che richiede grandissimo impegno.

Tornando a casa dopo una giornata di lavoro negli «avventurosi spazi esterni», chi non vorrebbe trovare pace, armonia e riposo? Ma se, per amore degli «spazi esterni» si sono trascurati troppo gli «spazi interni», aimé!, l’armonia e la pace sono un’illusione!

“Ma io che ho studiato tanto, sono laureata, sono specializzata etc., dovrei sacrificare le mie qualità, acquisite con tanta fatica, dentro quattro mura?!”.

Carissima – e carissimo – ma vi rendete conto che cosa significa costruire la casa di Dio? Altro che una laurea o una specializzazione! Ce ne vorrebbero dodici di lauree e di specializzazioni! E sono, appunto, i dodici insegnamenti che la nostra scuola vi offre perché le famiglie possano avere gli strumenti necessari per impegnarsi nella costruzione della casa di Dio!

Dice San Benedetto, nella seconda frase che riportiamo dalla sua Regola, capitolo trentunesimo:

«A tempo opportuno si diano le cose da dare e si chiedano le cose da chiedere, cosicché nessuno sia né turbato né contristato nella casa di Dio».

Una frase quasi banale, che facilmente passa inosservata. Ma provate ad espanderne il senso a tutto l’andamento della vita di una famiglia: ogni cosa deve essere fatta nel modo e nel tempo giusto a beneficio di tutti, in modo che non vi sia turbamento, ma felicità negli animi. Niente di meno!

Provate a realizzare questo semplicissimo programma! Vi basta una laurea in ingegneria? O vi ci vorrebbe una pluri-laurea in santità, virtù e in abilità varie? Creare e governare saggiamente una casa felice – anche se “imperfettamente felice”, data la condizione umana – probabilmente è più meritorio e più appagante che non affannarsi tutto il giorno per cose che, in fondo, non ci riguardano! E se si vuol fare del bene alla società, probabilmente il bene più grande è di insegnare al più gran numero di persone a saper creare una «casa di Dio»!

Quindi, cosi come il corso propone dodici materie di studio, i nostri articoli conterranno testimonianze, notizie ed informazioni su dodici argomenti che sono:

1- la progettazione e l’arredamento dell’abitazione per un rinnovato modello di vita familiare. San Benedetto, patrono degli architetti, insegna ad architettare la vita comune e perciò necessariamente i tempi e gli spazi;

2- le abilità tecniche di mantenimento della casa e di uso, costruzione, manutenzione e riparazione di strumenti utili, tradizionali e moderni. Igiene e pulizia dell’abitazione;

3- le abilità manuali e artistiche per la realizzazione di mobili, decorazioni, figure tridimensionali, figure bidimensionali, stoffe, abiti e ricami, produzioni artigianali varie. Ampia disponibilità di materiali, esempi e suggestioni tratte dalla storia dell’arte;

4- il riciclo, il risparmio e la cura dell’ambiente;

5- il giardino, l’orto, i fiori, le piante e gli animali domestici;

6- le arti di una cucina buona, varia, sana ed economica;

7- le arti del gioco manuale divertente e istruttivo in collaborazione tra adulti e bambini;

8- la formazione musicale;

9- la formazione poetico-letteraria;

10- la formazione alla calligrafia, alla scrittura artistica, alla miniatura;

11- la formazione religiosa: biblica, dottrinale, morale, filosofica, liturgica, spirituale. Preghiera comunitaria e privata. Conoscenza del repertorio testuale e musicale, antico e moderno. Particolare attenzione sarà dedicata a come trasmettere la fede ai piccoli;

12 – la formazione all’attività sociale e caritativa, familiare e personale, secondo la dottrina sociale della Chiesa, e all’assistenza agli infermi e agli anziani.

Madri e padri di famiglia, catechisti e sacerdoti racconteranno come queste attività e discipline hanno migliorato la vita di numerose famiglie.

Non per nulla la parola – che oggi sembra dover governare ogni cosa – “economia”, secondo la sua etimologia greca significa: “buon regolamento della vita domestica” – EIKOS NOMOS = DOMUS REGULA. E cos’è la Regola di San Benedetto se non una DOMUS REGULA, una “Regola della casa”, non solo della Domus Romana, ma della Domus Dei, della casa di Dio!

Dunque, con gli articoli che da oggi pubblicheremo, vorremmo presentare concretamente i vari insegnamenti delle “dodici stelle”, mostrando come essi siano utili e necessari perché una famiglia, anche nelle difficili condizioni di oggi, possa creare una “casa di Dio”, cioè possa vivere una vita per quanto possibile felice e possa trasmetterla ovunque intorno a sé.

di Don Massimo Lapponi

Annunci