Famiglie, carcerati e ragazze intraprendenti

di Madre Lioba

Per un ripensamento della vita familiare in occasione delle nuove opportunità offerte dal reddito di maternità proposto dal Popolo della famiglia
7.

Pochi giorni fa c’è stato un interessante dibattito sul blog di Costanza Miriano. Come forse già sapete, sabato 19 gennaio, per iniziativa della Miriano e di alcuni suoi amici, si è tenuto un incontro di migliaia di persone, presso la Basilica di San Giovanni in Laterano, tutte interessate a impegnarsi insieme nella vita spirituale, in una sorta di comunità virtuale, denominata “monastero wi-fi”. Gli organizzatori hanno pubblicato gli interventi fatti nel corso dell’incontro in modo da estendere questa bella iniziativa anche a quanti non erano potuti intervenire o non avevano facile accesso ad internet, come in particolare i carcerati.
Proprio da parte di un carcerato, condannato all’ergastolo, è perventua, nel blog di Costanza, una testimonianza molto commovente di sentita partecipazione all’iniziativa.

[vedi: https://costanzamiriano.com/2019/02/08/lettera-dal-carcere-di-un-confratello-monaco-wi-fi/#comment-141582%5D

Questa testimonianza ha provocato una serie di commenti molto interessanti e ha anche dato lo spunto per riconsiderare un’iniziativa che potrebbe riguardare da vicino il nostro discorso sul rinnovamento della vita familiare.
Qualcuno, infatti, già da diversi anni aveva progettato di coinvolgere anche i carcerati nell’applicazione della Regola di San Benedetto alla vita delle famiglie. Il punto era questo: se vogliamo impegnare le nostre energie per prima cosa all’interno delle nostre case, perché, allora, non insegnare a valorizzare la vita domestica anche a chi si trova racchiuso tra le mura di una abitazione non per scelta, ma per costrizione, come, appunto, i carcerati?
Ma è evidente che, sia le famiglie, sia i carcerati, hanno bisogno di essere aiutati per realizzare questo progetto. Quante cose dovrebbero imparare? E chi si incaricherà di insegnarle loro?
Di fronte a questo interrogativo, una persona interessata all’iniziativa, non potendo realizzare quanto desiderava nella realtà, lo ha fatto con la fantasia. Ha scritto, cioè, una serie di romanzi, destinati soprattutto agli adolescenti, nei quali, tra le altre cose, ha immaginato che un gruppo di ragazze volenterose si uniscono insieme con l’intento di imparare loro per prime, e poi di insegnare alle famiglie e ai carcerati a riorganizzare secondo la saggezza benedettina la propria vita quotidiana.
In particolare, in uno di questi romanzi viene descritto in modo molto vivace come queste ragazze si organizzano e come avviano la loro attività, tra le altre cose, proprio nelle carceri.
Nel corso del dibattito suscitato dal detenuto condannato all’ergastolo – nel quale, con un interessante spunto da approfondire, si è giunti a suggerire che i carcerati potrebbero addirittura aiutare le famiglie, come le monache di clausura aiutano i sacerdoti con la confezione delle ostie e dei paramenti sacri – il link di questo romanzo è finito direttamente sul blog di Costanza Miriano, e sembra che abbia riscosso molto interesse.
Chissà se qualcuno non ne tragga ispirazione per qualche iniziativa concreta!
Certamente, se vogliamo rigenerare la vita delle nostre famiglie secondo il progetto di cui stiamo parlando, non basta dare buoni consigli. Bisognerà anche trovare il modo di promuovere iniziative concrete ed efficaci per mettere le persone interessate nella condizione di poterle realizzare. Ciò vale principalmente per le madri e i padri di famiglia, ma anche in particolare per i nonni, che spesso sono più liberi e disponibili, come per tutti i membri di una famiglia, e, perché no? anche per i carcerati. Tra le possibili iniziative in questo senso, l’idea della “nuove oblate benedettine”, come è descritta dal romanzo, mi sembra ottima e, direi, indispensabile.
Per chi vuole saperne di più, aggiungo il link del romanzo, come si trova nel blog della Miriano:

https://massimolapponi.wordpress.com/ebook-il-grande-consesso-romanzo-di-don-massimo-lapponi/

Preciso che questo – breve! – romanzo è il ventesimo di una serie di trenta, come già detto destinati soprattutto alla gioventù, di cui per il momento è stato pubblicato soltanto il primo. Ma l’editore Solfanelli ha in programma di pubblicare prossimamente il secondo e poi gli altri ventotto in due volumi di quattordici romanzi ciascuno. Intanto, almeno alcuni si possono leggere online.
Questo ve lo consiglio per le ragioni che ho già spiegato – e con la speranza che non rimanga soltanto una pia immaginazione!
Ma il sostegno alle famiglie per il nostro progetto non si limita a progetti immaginari! Vi sono altre iniziative già concretizzate, di cui parleremo nella prossima conversazione.

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