Io mammeta e te

di Emanuele D’Agapiti

Ma che genitore 1 e genitore 2! Ma che coppie e coppiette! La Cirinnà è una borghesuccia reazionaria, romantica e nostalgica, che vuole mantenere le istituzioni sessiste nell’era post-sessista! Che sono queste scimmiottature dalla perfetta famiglia borghese? Guardate quegli sposini gay vestiti con gli abiti da matrimonio, in perfetto stile ecclesiastico, magari uno da sposo e l’altro da sposa! E poi anche l’anello, e, perché no? anche la benedizione del prete e la luna di miele!
Ahahahah! Ma che razza di rivoluzionari siete?! Abbiamo abolito i sessi e poi vogliamo ancora la coppietta?! Abbiamo dimostrato che il minore non ha bisogno di un padre e di una madre, per poi volere a tutti i costi che abbia due padri o due madri!
È proprio vero che gli stereotipi sono duri a morire! I sessi li abbiamo messi da parte, ma il numero due c’è rimasto appiccicato! Papà e mamma abbiamo fatto finta di cancellarli, ma non possiamo fare a meno dei pappi e dei mammi! E vogliono essere chiamati “genitori”, non solo quando sono in due, ma anche qualora fossero in diciotto! Sì! Alla lettera! Una tizia ha detto che un minore può avere anche diciotto genitori!
Si vede che i complessati nostalgici abbondano, e la loro perversa influenza sta vanificando tutto l’impegno che i veri rivoluzionari stavano mettendo da decenni per togliere di mezzo i vecchi schemi ammuffiti. Così, invece dei liberi raggruppamenti senza cabale numeriche e senza vincoli, abbiamo le belle famiglie borghesi che rivendicano il privilegio incomunicabile della coppietta, sancita dallo stato e magari benedetto anche dalla Chiesa! E, dopo la cerimonia con la marcia di Mendelssohn e i bouquet di fiorellini, eccoli uscire a passeggio a braccetto, quasi fossero nonna Giuditta e nonno Ludovico in persona!
E come ci tengono a scimmiottare mamma e papà! “Vieni dalle tue care mammine! Vieni dai tuoi cari paparini!” Mamma mia, che romanticume! Viene quasi voglia di proporre una legge che sottragga i minori a questi pappi e mammi per metterli in istituti statali, nei quali, almeno, ci sarà del personale ben formato ad allevare i cittadini di domani, e non delle scimmiottate di vecchie istituzioni, che finirebbero per risvegliare nei poveri innocenti il desiderio delle mammine e dei paparini veri!
E d’altra parte, se veramente si riuscirà a far piazza pulita delle istituzioni sessiste e dei titoli reazionari e nostalgici di “papà”, “mamma”, “genitore”, “figlio”, “figlia”, “famiglia”, “coniugi 1 e 2”, “zii”, “nonni”, “cognati” e compagnia bella, non è proprio scontato che ai liberi raggruppamenti che finalmente potranno occupare, come di diritto, la scena si debba delegare l’allevamento dei minori. Non sarebbe, piuttosto, auspicabile che, appunto, lo stato sottragga i minori alle fantasie di gente inaffidabile, facilmente incline al romanticismo nostalgico, e li metta al sicuro sotto la sorveglianza di personale rigorosamente preparato e diplomato?
Ma fino a quando i reazionari al potere la finiranno di ostacolare la vera rivoluzione e di prolungare forzatamente l’agonia della “bella famiglia borghese”, portandola al colmo del ridicolo?