La decima “stella” della scuola online: la calligrafia e la scrittura artistica

di Madre Lioba

Per un ripensamento della vita familiare in occasione delle nuove opportunità offerte dal reddito di maternità proposto dal Popolo della famiglia
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Dopa la lettura, la nostra scuola si occupa della scrittura. Ma è questo un argomento così importante da meritare un posto tra le dodici stelle? La risposta è indubbiamente affermativa, anche in base a recenti studi, che hanno dimostrato come sia importante la cura della scrittura per lo sviluppo dei centri cerebrali di apprendimento e come, perciò, l’attuale trascuratezza della scrittura manuale e della calligrafia, purtroppo favorita anche da molti insegnanti di scuola primaria e secondaria, sia deleteria per il percorso formativo dei bambini e dei giovani.
In opposizione a questa tendenza, l’Associazione Calligrafica Italiana intende riportare la cura della scrittura nelle scuole e organizza corsi a diversi livelli per insegnare a bambini, giovani e meno giovani la scrittura accurata e artisticamente elaborata. I risultati sono sorprendenti: con il miglioramento della scrittura migliora radicalmente tutto l’apprendimento scolastico.
Purtroppo nella nostra società, e spesso nelle stesse scuole, prevale il mito della tastiera, secondo il quale è una perdita di tempo insegnare ai bambini la bella scrittura, visto l’uso ormai universalizzato della scrittura digitale. Un ragionemento analogo lo si fa sostituendo precocemente il calcolo mentale e le operazioni matematiche tradizionali con l’uso della calcolatrice. Nell’uno e nell’altro caso si guarda soltanto al risultato pratico immediato e non all’atrofia di importanti centri cerebrali che simili “scorciatoie” fatalmente provocano nei discenti.
Ma, ovviamente, insieme al danno dell’apprendimento, in questi casi vi è anche l’abbassamento dell’impegno volitivo e la banalizzazione della soddisfazione per il risultato raggiunto. La soddisfazione, infatti, è legata sia all’esperienza del lavoro che scaturisce dalla propria persona, sia al senso estetico relativo a quanto si è dimostrato di essere in grado di creare. Non sarebbe fuori luogo, in relazione a situazioni in cui la creatività personale viene così profondamente mortificata, parlare di “alienazione”, proprio nel senso marxista della parola.
La menzione della dimensione estetica del lavoro di scrittura ci conduce a parlare della scrittura più propriamente artistica. Non si tratta di un argomento di nicchia, riservato a specialisti di un settore di limitato interesse. Al contrario, la scrittura artistica dovrebbe svolgere un ruolo tutt’altro che secondario nella vita umana e familiare, sacra e profana.
Un tempo, anche dopo l’invenzione della stampa, con la scrittura artistica si intendeva dare risalto anche grafico a testi significativi, come le preghiere, le poesie o le celebrazioni di eventi importanti della vita familiare e civile. Nella stessa stampa si usavano iconografie artistiche, ottenute con tecniche manuali quali la xilografia, l’acquaforte o la litografia.
Fino a mezzo secolo fa i libri liturgici e i libri di devozione seguivano determinate tradizioni iconografiche, spesso derivanti dalle scritture e dalle miniature medievali. In particolare, la scrittra gotica era stata inventata espressamente per fini sacri, e un’aura di sacralità in qualche modo le è rimasta anche in seguito. Analoghe tradizioni iconografiche erano in uso per libri letterari e poetici, come anche per la letteratura infantile, per un certo tiopo di periodici di alto livello e per diversi altri ambiti.
Già con l’avvento della fotografia a poco a poco le tecniche figurative manuali incominciarono a scomparire. Intervenne, poi, una sorta di “rivoluzione del gusto”, che in poco tempo causò lo stravolgimento dell’iconografia sacra e profana e una vera frattura con la tradizione, anche in questo campo.
Ma quanto sia importante e ancora apprezzata l’arte della scrittura artistica, della miniatura e della figurazione manuale estetica lo dimostrano le esposizioni che ancora si fanno con sucesso di pubblico dei capolavori dell’arte libraria medievale e rinascimentale, sacra e profana.
In un incontro di famiglie fu mostrato ai partecipanti un libro liturgico del secolo XIX, ricco di bellissime ed espressive xilografie. Tutti lo apprezzarono e convennero che esso conteneva un invito alla preghiera efficace anche per un non credente. Subito dopo fu mostrato un libro di preghiere recente, che graficamente non si distingueva molto da un elenco del telefono. I partecipanti emisero un grido di orrore e affermarono che non era possibile pregare con un libro simile e che, con esso, anche al meglio disposto, sarebbe passata la voglia di pregare.
Analogamente, una giovane era rimasta così colpita, da bambina, da alcuni vecchi volumi di poesie illustrati in casa della zia, che, giunta alla maturità, chiese ardentemente che le fossero donati.
Tutte queste considerazioni dovrebbero convincerci che, sia per motivi di apprendimento scolastico, sia per il sano sviluppo della sensibilità umana e religiosa di bambini, giovani e adulti, nelle notre famiglie andrebbe coltivata l’arte della scrittura e della miniatura. Ovviamente non tutti hanno le disposizioni e il tempo per acquisire queste abilità. Ma, come si è detto per altre capacità, una persona che riuscisse in questo particolare lavoro potrebbe poi mettersi a disposizione di più famiglie per richieste relative alla loro vita di preghiera o a interssi o avvenimenti particolari. Non è affatto escluso, anzi, che questa abilità possa diventare occasione di lavoro retribuito, data anche la scarsità della sua diffusione.
E qui vorrei aggiungere un pensiero nuovo, che è stato suggerito quando, a proposito del monastero wi-fi di Costanza Miriano, si parlava dei carcerati. Qualcuno suggerì che i carcerati, oltre a partecipare alle preghiere insieme agli altri, avrebbero potuto fare, a favore delle famiglie, dei lavori che i componenti di una famiglia difficilmente riescono a realizzare, dati anche i loro molteplici impegni. Ora a me sembra che proprio la scrittra artistica e la miniatura sarebbero lavori che un carcerato che ne abbia acquisito l’abilità potrebbe compiere a favore di molte famiglie per i loro libri di preghiera o di poesia o per ricordi o celebrazioni particolari. Questo impegno, come anche altri analoghi, darebbe un valore nuovo, accompagnato da gioia e soddisfazione, alla stessa vita dei carcerati, che si sentirebbero partecipi non solo della preghiera del monastero wi-fi, ma anche della vita delle famiglie, e inoltre valorizzati nella loro propria attività quotidiana.
Detto questo, dobbiamo aggiungere che per questa stella, con la quale vorremmo offrire alle famiglie lezioni che le aiutino ad impratichirsi delle varie tecniche di calligrafia, di scrittura artistica, di miniatura, di illustrazione e di decorazione, siamo ancora in attesa di trovare collaboratori disponibili.
Anche in quetso caso, dunque, dobbiamo, per il momento, limitarci a rinnovare il nostro appello alla collaborazione.

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