La favola dei due bruchi

Una volta due bruchi discutevano tra loro. Il primo disse:
“Oh, lo sai che tra un po’ di tempo noi ci addormenteremo? E lo sai che cosa succederà? Piano piano il nostro corpo si trasformerà. Non avremo più delle zampette corte e goffe, né tutta questa ciccia gialla e pesante. Saremo più agili degli uccelli e avremo delle bellissime ali tutte colorate. Voleremo da un fuore all’altro e non mangeremo più foglie di cavolo, ma nettare di fiori. Saremo così belli che i bambini ci rincorreranno e faranno a gara per prenderci, e tutti ci sorrideranno e ci ringrazieranno perché trasporteremo il polline dal un fiore all’altro e così faremo vivere tutta la natura!”
L’altro bruco lo guardò di traverso con una smorfia e disse:
“Ma tu sei scemo! Chi te le ha raccontate queste scemenze?!”
“Ma sono scritte nei libri!”
“Hahahaha!!! Tu credi ancora alle favolette per i bambini! Guarda che ormai sei grande! Devi essere realistico! I bei sogni lasciali ai neonati! Guardati intorno e sii positivo! Non vedi che siamo goffi e lenti? Con le notre zampette appena ci muovimo! Altro che volare! E i bambini se mai preferiscono schiacciarci! La gente poi ci maledice perché magiamo le foglie di cavolo! E questo è il nostro destino, come il destino di tutta la natura! Divorare per essere poi divorati! Dopo che abbiamo mangito le foglie di cavolo, ci afflosciamo giù morti e ci decomponiamo. Allora saranno i cavoli a nutrirsi dei nostri cadaveri, come concime. Questa è la realtà! Non andare dietro ai sogni e alle favolette!”
“Ma no! Che dici! È scritto nei libri seri, di grandi sapienti! Persone che hanno studiato a lungo e che conoscono le cose! Noi diventeremo bellissimi, avremo delle ali smagliati, tutte colorate, saremo l’ornamento più bello della natura, e anche il più utile, perché ci nutriremo con un nettare delizioso e feconderemo i fiori volando dall’uno all’altro!”
“Hahahaha!!! Ma che vai dicendo, imbecille! Quelli che scrivono quelle cose vogliono soltanto ingannarci, per farci fare il nostro lavoro di bruchi senza lamentarci! Da’ retta a me! Piantala con queste idiozie! Va’ avanti a brucare le foglie di cavolo e accontentati! Siamo miseri avanzi di terra, destinati a concimare i cavoli che mangiamo! La cosa più felice è che ci adattiamo alla nostra sorte sorridendo. E poi, tutto sommato, rientrare nel ciclo che tracima tutto è una cosa molto nobile e molto più dignitosa dei tuoi egocentrici sogni da bambino capriccioso!”