La prima “stella” della scuola online: l’architettura

di Madre Lioba

Per un ripensamento della vita familiare in occasione delle nuove opportunità offerte dal reddito di maternità proposto dal Popolo della famiglia
9.

«L’alta e nobilitante arte dell’architettura è di conferire agli edifici, le cui parti sono determinate dalla necessità, forme e colori capaci di rallegrare gli animi, disponendoli alle operazioni alle quali dovranno dedicarsi nell’edificio: e come, dunque, è essenzialmente alle anime che l’opera dell’architetto è indirizzata, non è parte di quest’arte, ma piuttosto una sua limitazione, che egli debba interessarsi dei principi subordinati dell’economia delle costruzioni domestiche».
Queste sono parole di John Ruskin (1819-1900), uno dei maggiori scrittori inglesi, il quale ha dedicatio all’architettura innumerevoli pagine immortali, ancora oggi oggetto di studio appassionato da parte dei professionisti della materia. Ma, come troppo spesso avviene per i grandi maestri, le sue lezioni il più delle volte sono disattese. La causa di ciò, oltre che nella generale mediocrità umana, è da ricecare nel fatto che, come abbiamo visto, Ruskin esige che l’opera dell’architetto sia indirizzata «essenzialmente alle anime», ed è purtroppo ovvio che i nostri tempi non sono assolutamente fevorevoli ad accogliere un tale richiamo.
A questo proposito vorrei raccontare un episodio di molti anni fa che mi è rimasto impresso. Un giorno lessi in un libro di uno scrittore famoso – non ricordo ora chi fosse – che «l’architettura è la geografia dell’anima». Feci leggere queste parole a un amico storico dell’arte ed egli si mise le mani nei capelli ed esclamò: «Allora siamo rovinati!»
Questo, però, non deve in alcun modo né scoraggiare né, tanto meno, influenzare negativamente la nostra ideale “architetta della home”, la quale, ovviamente, non può non allinearsi senza riserve con l’opinione di Ruskin, se non vuol tradire la propria missione.
Dato il ruolo “direttivo” che le compete, non deve stupire che all’architettura sia stato dato il primo posto tra gli insegnamenti – le “dodici stelle” – in cui la scuola online si articola – e non solo “primo” per collocazione, bensì anche in quanto insegnamento basilare.
Come si vedrà anche in seguito, purtroppo non tutte le dodici stelle sono state ugualmente sviluppate. Come, infatti, è facile comprendere, per ogni insegnamento si richiede una vasta competenza, e perciò per poter sviluppare adeguatamente la scuola sono necessari molti validi collaboratori. Ma, come tutti sappiamo, trovare validi collaboratori disponibili, per di più senza poter offrire compensi, non è una cosa facile. È anche per questo che sarebbe auspicabile la presenza delle famose – e per ora soltanto immaginarie – “nuove oblate”, disposte a prendere a cuore l’iniziativa.
Già per questa prima stella fondamentale non si è ancora ottenuta la collaborazione di architetti professionisti. In parte, tuttavia, si è potuto ovviare a questa mancanza con la redazione di una lunga introduzione, che serve anche da quadro generale per gi altri insegnamenti.
Come si è visto, una visione “architettonica” che intenda collocare nel giusto posto, modo e tempo tutta vita quotidiana di una famiglia non può limitarsi a stabilire le utenze necessarie della struttura abitativa, ma deve saper abbracciare tutto il mondo umano e spirituale che costituisce la ricchezza, nello stesso tempo personale e condivisa, destinata a dare il contenuto sostanziale alla vita di ciascuno.
Per aiutare i responsabili della “domus”, e la madre in particolare, ad affrontare un così arduo compito, l’introduzione alla prima stella svolge un ampio discorso sul ruolo dei diversi spazi che, almeno idealmente, dovrebbero costituire l’ambiente adatto per una felice vita familiare. Ovviamente l’ideale troppo spesso si scontra con realtà abitative più o meno carenti. Sarà, perciò, compito di persone competenti entrare nei dettagli delle più diverse situazioni per risolvere i problemi concreti delle famiglie che, se pure con mezzi limitati, non intendono però rinunciare a strutturare in modo sano e umanamente soddisfacente la propria vita quotidiana.
La prima stella, intanto, cerca di dare le indicazioni e le motivazioni che devono, in ogni caso, ispirare le scelte che ogni famiglia è chiamata a fare. Essa, perciò, enumera e valuta gli interessi fondamentali in cui si articola la vita di una famiglia e gli spazi destinati a soddisfarli.
Incominciando dall’alto, si parla per prima cosa della preghiera, e perciò dell’ambiente sacro che deve corrisponderle. Seguono, poi, il soggiorno, come luogo di vita comune, l’ambiente del lavoro, lo spazio adatto ai giochi dei bambini, le stanze personali, la biblioteca, i luoghi all’aperto, come giardini e terrazze, le stanze per gli ospiti e per l’accoglienza dei bisognosi, la sala da pranzo, la cucina, il luogo riservato ai mezzi elettronici, i magazzini.
L’elenco sarebbe arido, e anche un po’ scontato, se si limitasse ad una descrizione pratica. Ma il discoro affronta gli elementi essenziali – che poi saranno svilupati dalle diverse stelle – dei tempi e dei modi in cui le varie attività dovranno svolgersi, favorite da un saggio ordinamento degli spazi, «perché nella casa di Dio nessuno si turbi e si rattristi ».
Non credete che valga assai più e sia molto più meritorio intraprendere l’opera di “architettare” secondo un progetto così sapiente e impegnativo la propria dimora – e indirettamente non solo la propria – che non dedicarsi ad una carriera professionale? Credo che si possa dire con verità che, mentre pressoché nessun architetto oggi si propone di seguire le linee guida elencate da John Ruskin nel suo capolavoro “Le sette lampade dell’architettura” (1849), al contrario quelle sette lampade possono luminosamente guidare una madre di famiglia ad architettare felicemente la dimora dei propri cari.
Ecco qui di seguito l’elenco delle sette lampade. Non è possibile darne qui la spiegazione dettagliata. Invito, perciò, chi vuole saperne di più a leggere le pagine immortali del grande scrittore inglese:
La lampada del sacrificio. La lampada della verità. La lampada del potere. La lampada della bellezza. La lampada della vita. La lampada della memoria. La lampada dell’obbedienza.

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