La quinta“stella” della scuola online: cura del verde, giardino, orto, fiori, piante, animali domestici

di Madre Lioba

Per un ripensamento della vita familiare in occasione delle nuove opportunità offerte dal reddito di maternità proposto dal Popolo della famiglia
13.

Ovviamente questa quinta stella si pone in perefetta continuità con la precedente, giacché la cura dell’ambiente si sposa naturalmente con l’amore per la natura.
Ma qui abbiamo una gradita sorpresa: per la quinta stella abbiamo trovato una validissima collaboratrice! Una signora tedesca che da decenni vive nella campagna laziale si è prestata a fare un pregevolissimo lavoro su piante, giardini, orti e animali domestici, oltre tutto in una lingua non sua!
Vorrei approfittare di questa occasione per esprimere, oltre all’ammirazione per la sua competenza, anche la gratitudine per la sua collaborazione.
Sarebbe veramente auspicabile che anche per le stelle che al momento sono “scoperte” si trovassero collaboratori altrettanti validi. E sarebbe auspicabile che gli insegnamenti di questa stella non rimanessero lettera morta, ma trovassero una risposta fattiva nelle nostre famiglie.
Vorrei osservare che purtroppo in Italia, come in molte nazioni occidentali, il culto quasi ossessionante della scuola ufficiale, ormai per una lunga tradizione, che risale ben oltre gli ultimi tragici decenni, ha precocemente alienato gran parte della nostra gioventù da tutto ciò che non rientri nel “profitto scolastico”. Se, infatti, si chiede – e si chiedeva cent’anni fa – al prete come al sindacalista, all’operaio come all’imprenditore, alla madre di famiglia come alla donna in carriera, quale sia il primo – ovvero il solo – dovere dei giovani, che cosa risponderebbero, in questo tutti concordi? STUDIARE! E tutto il resto? È appena tollerato, ma storcendo il naso, perché sottrae il tempo allo studio!
L’esperienza di altri contesti, ad esempio asiatici, mi ha fatto scoprire che altrove la gioventù di ambo i sessi, anche se non manca di frequentare le scuole per molte ore al giorno, ha tuttavia uno spontaneo interesse per i lavori di casa, come cucinare, lavare, stirare, e – ciò che qui ci riguarda da vicino – per la cura di campi, giardini, piante, animali. Ad esempio, nelle case di molti paesi dell’Asia è inconcepibile che manchi un acquario o una grande vasca per i pesci, e i piccoli imparano presto ad accudire con amore piante ed animali e ad aiutare per i lavori domestici.
Proprio in occasione della quinta stella, dunque, visto che essa si presenta già ricca di molti e preziosi insegnamenti, vorrei suggerire di approfittarne, operando una sorta di “conversione” nella mentalità più diffusa.
Per quanto la scuola possa essere utile e necessaria sotto diversi aspetti, vi sono realtà assolutamente fondamentali della vita umana, e in particolare negli anni decisivi del suo primo sviluppo, che non dipendono affatto dalla scuola e la cui responsabilità spetta esclusivamente alla famiglia, in misura e modi diversi specialmente alla madre e al padre, senza escludere nonni, zii, fratelli, sorelle, cugini etc.
Una di queste realtà è proprio lo sviluppo dell’amore per la natura e le abilità necessarie a valorizzarla e a coltivarla. Penso che un bambino a cui precocemente si insegni a sentire il ruolo insostituibile per la vita umana della natura, nei suoi vari aspetti, e ad acquisire le relative cognizioni e abilità, seguendo il percorso tracciato con tanta sapienza dalla nostra collaboratrice, sarà segnato positivamente per tutta la vita da un modo di sentire e di comportarsi non soltanto utile per la sua salute fisica, ma anche favorevole ad una sana vita spirituale.
E vorrei qui dare un suggerimento, che, tra le altre cose, mostrerà come le varie stelle non siano compartimenti stagni, ma siano, invece, in profonda connessione le une con le altre.
Nella nona stella vedremo l’importanza della poesia e della lettura. Anche in quel caso si richiamerà a non lasciare tutto alla scuola, ma a prendere la precoce abitudine di leggere insieme ai propri piccoli le cose più belle e più “nutrienti” per la loro vita interiore.
Suggerirei, dunque, di leggere presto insieme ai propri piccoli, appena raggiungono l’età adatta per capire – che è molto prima di quanto si creda – il bellismo romanzo di Frances Hodgson Burnett (1849-1924) “Il girdino segreto” (1911). Partendo, poi, dalle grandi emozioni provocate dalla questa lettura, sarà facile condurre quasi per mano i piccoli ad interessarsi con passione della natura e a voler apprendere tutte le nozioni e le pratiche necessarie per la cura di giardini, piante e animali.
Non permettiamo, dunque, che l’amore per la natura si risolva in niente più che una sterile nostalgia per “i bei tempi andati”, ma, approfittando delle preziose lezioni della nostra cara amica, e di tutto ciò che possa svilupparle e integrarle, impegnamoci perché nella vita delle nostre famiglie sia sempre più presente la dimensione “naturale” del mondo, quella terra feconda di piante e di animali che costituisce il nostro necessario sostentamento, non solo materiale, ma anche spirituale.

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