La terza “stella” della scuola online: la decorazione della casa

di Madre Lioba

Per un ripensamento della vita familiare in occasione delle nuove opportunità offerte dal reddito di maternità proposto dal Popolo della famiglia
11.

Con la riforma liturgica di Paolo VI la tradizionale festa del Transito di San Benendetto del 21 marzo, cadendo in Quaresima, viene celebrata soltanto dall’Ordine Benedettino. Sembra, tuttavia, opportuno ricordarla, se non altro perché legata ad un intramontabile proverbio popolare: “San Benedetto, la rondine sotto il tetto”.
Tra l’altro si tratta di un proverbio ben augurante, dato che la primavera, che appunto dovrebbe incominciare con l’arrivo delle rondini il giorno dell’equinozio, è anche il simbolo del risveglio della vita e della rinascita di ogni cosa buona dopo l’inverno del male e del peccato. Niente di più adatto a ridarci fiducia in questi tristi giorni, in cui uno spaventoso inverno spirituale sembra aver attanagliato con i suoi invincibili tentacoli il genere umano.
E se c’è una stella che, sorgendo all’orizzonte, ci rallegra, essa è certamente Venere mattutina, la stella della bellezza, cioè la terza stella della nostra scuola online per le famiglie.
Vi è un legame tra San Benendetto e la bellezza? Certamente, se è vero che tra le cose belle non vi è nulla di più bello di una bella casa. Infatti solo una casa sapientemente ordinata sa dare il giusto posto e tempo ad ogni cosa: un pranzo, un incontro familiare o amichevole, la fruizione di un bel video o di una bella musica… tutte cose piacevoli, ma devono essere collocate in uno spazio adatto. Anche un bel libro deve essere posto nel suo luogo, per essere a disposizione nel modo e nel tempo opportuno e per non andare disperso e smarrito. Se, dunque, San Benedetto insegna ad ordinare spazi e tempi della casa, necessariamente egli è ache patrono della bellezza.
Abbiamo visto quale umile nobiltà nasconda il modesto lavoro domestico. Ora notiamo che tra i suoi pregi vi è anche quello di costituire il primo e necessario gradino verso la bellezza della casa. Infatti non solo le prime cose che rendono gradevole l’abitazione sono l’ordine e la pulizia, ma il lavoro artigianale e artistico richiede necessariamente una grande padronanza sulle proprie mani, padronanza che si acquista soltanto attraverso il lavoro faticoso e accurato fatto con amore e spirito di servizio – cioè soprattutto attraverso il lavoro domestico. Quanti, in occasione del prossimo incontro di Verona, si sono scagliati contro l’immagine tradizionale della donna “angelo del focolare”, opponendo ad essa la donna manager, meriterebbero, tornando a casa, di trovare la loro abitazione nello squallore e nel disordine!
Ma naturalmente non vogliamo arrestarci al primo gradino! Per questo la terza stella vuole mettere a disposizione delle famiglie tutti gli insegnamenti e i materiali necessari per acquisire le abilità artistiche per la realizzazione di mobili, decorazioni, figure tridimensionali, figure bidimensionali, stoffe, abiti e ricami, produzioni artigianali varie.
Un bel programma, credo, da fare invidia alla donna tassista o alla donna avvocato!
Fortunatamente per questa terza stella abbiamo trovato una collaboratrice, la quale ha fornito dei bellissimi video istruttivi per opere di decorazione pittorica. L’ideale ora sarebbe di formare un’équipe di persone che si dedicassero, in collaborazione, a tutti i vari aspetti della bellezza della casa a cui abbiamo accennato.
Certamente gli oggetti decorativi si possono anche acquistare, ma per prima cosa anche in questo bisogna avere un’educazione del gusto e una vasta cognizione di storia dell’arte e dell’artigianato. Inoltre gli oggetti acquistati hanno troppo facilmente il timbro dell’anonimato, mentre ciò che si fa con le proprie mani potrebbe dare alla casa un’impronta squisitamente personale. E dato che, come si è detto più volte, dodici stelle sono tante e in ogni stella vi sono tante “sottostelle”, è facile immaginare che una famiglia da sola non potrebbe acquisire tutto ciò che si richiede per quest’opera di risanamento della vita familare “a cui han posto mano cielo e terra”. Dunque questo sarebbe un forte incentivo perché molte famiglie si impegnassero a collaborare tra loro, facendo sì che ognuna si specializzasse in una o più abilità.
Nel caso della terza stella possiamo immaginare che una famiglia si dedichi con maggiore impegno alla decorazione pittorica, mentre un’altra si dedichi ad esempio alla tessitura e al ricamo. E non potrebbero queste abilità, una volta acquisite e fatte conoscere e gustare, divenire anche fonte di lavoro ricompensato, sia in denaro, sia con altri servizi?
Gli ambiti, poi, a cui applicare queste abilità sarebbero per prima cosa lo spazio del sacro, e poi i luoghi di incontri familiari e amichevoli, le stanze dei membri della famiglia, gli spazi all’aperto etc.
Ecco: immaginiamo che una femminista vada ingenuamente a far visita ad una famiglia la cui casa sia stata visitata dalla primavera benedettina di un rinnovamento artistico che si estende dall’altare alla sala da pranzo, dalla cucina al salotto. Chissà se la femminista, pur esteriormente mantenendo il punto, non pensi in cuor suo: “Voglio anch’io rinnovare la mia casa in questo modo!”
E forse un modo efficace per affezionare i figli all’ambiente domestico è di rallegrarlo con un’inesauribile bellezza e di rendere corresponsabli anche loro nella decorazione della casa. Penso che la scelta di una fidanzata possa essere motivata non solo dall’abilità della ragazza a cucinare – e anche per questo abbiamo una stella da sviluppare – ma anche e più dall’ammirazione per le creazioni meravigliose che scaturiscono dalle sue mani operose.
Ma non parliamo soltanto delle donne! In questo campo gli uomini hanno da dire la loro, come dimostrano gli esempi di tanti geni artistici che hanno imparato ad arricchire di bellezza il genere umano non dalle accademie – che in questo sono piuttosto sterili, se non dannose – ma dall’imitazione precoce dei bei lavori eseguiti dal padre o dal nonno.
Anche una ragazza in cerca di marito potrebbe rimanere incantata dalle abilità manuali di un giovane industrioso che abbia acquisito non comuni capacità dal lavoro domestico e artigianale.
Cosa possiamo augurarci, dunque, in questa festa di inizio primavera, che cade sotto il patrocinio di San Benedetto? Che veramente una nuova primavera sbocci silenziosamente, ma efficacemente e molto presto, nelle nostre abitazioni, grazie alle mani preziose di uomini e donne, giovani e giovanette, bambini e bambine che, messe da parte le ubbie femministe, si impegnino con entusiasmo a ridare alle nostre case il carattere di luoghi dell’anima, e non di stazioni di transito per apolidi in cerca di mosche da acchiappare!
In questa rinascita primaverile la nostra terza stella avrebbe un ruolo insostituibile da svolgere, ma per questo dobbiamo chiamare a raccolta un bel gruppetto di volontari e volontarie decisi ad arricchire ciò che è stato soltanto avviato.

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