L’altra faccia della luna

Gli aspetti complementari da affrontare per rendere efficace il reddito di maternità
di Madre Lioba

Più di una voce, dopo aver lodato l’iniziativa relativa al reddito di maternità promossa dal Popolo della Famiglia, ha però aggiunto che ciò non basta. Cosa manca, dunque? Generalmente si aggiunge che sono necesarie anche altre scelte politiche, come ad esempio quelle relative all’assistenza ai disabili, attualmente in una situazione allarmante.
Senza affatto negare la necessità di questa o di altre importanti opzioni che vengano ad integrare il reddito di maternità – misura in ogni caso fondamentale e in qualche modo alla base di tutte le altre – vorrei mettere in luce un aspetto meno direttamente “politico” di cui bisogna tener conto per rendere tutte le misure in programma realmente efficaci. Cercherò di spiegami nel modo più chiaro ed esauriente possibile.
Il reddito di maternità mira a favorire il lavoro in casa della donna, specialmente come custode della vita ed educatrice, per chi è disponibile a fare questa scelta. Ma ad essa non si oppone soltanto una situazione economica sfavorevole, bensì anche una sorta di “tradizione” contraria, che si è andata rafforzando in decenni recenti. Questa tradizione, per la quale la diserzione dall’ambiente domestico è divenuta una sorta di seconda natura, non solo per la donna, ma per la famiglia in generale, non si è sviluppata soltanto a livello ideologico, grazie a quelle forme di femminismo più o meno estreme che hanno finito per demonizzare il lavoro fatto in casa, ma anche, e forse soprattuto, a causa di comportamenti ormai divenuti abituali.
Infatti la gestone della casa ha dovuto affrontare mutamenti sempre più rapidi e sostanziali, con il diffondersi delle nuove tecnologie e, con esse, di nuovi stili di vita e di atteggiamenti inediti, negli adulti, nei giovani e negli stessi piccoli. Questa situazione, così labile, ha coinciso con la sempre più accentuata proiezione della donna nel mondo del lavoro – tanto per necessità, quanto per scelta culturale – ed è, perciò, sfuggita di mano ad ogni efficace controllo e ad ogni strategia responsabile.
Nelle attuali circostanze, dunque, una nuova generazione di donne che, incentivate dal reddito di maternità, facessero la libera scelta di rinunciare ad un lavoro fuori casa per dedicarsi ai figli e alla cura della vita domestica, facilmente potrebbero trovarsi disorientate e prive della formazione e degli stumenti adeguati per realizzare con efficacia e soddisfazione quanto si sono proposte.
A me sembra, perciò, che sia urgente e necessaria una chiara presa di coscienza dell’attuale situazione della casa familiare e dei suoi problemi, in base alla quale soltanto sarà possibile trovare i modi più efficaci, non solo per ricostituire quel tessuto familiare che è stato così corroso dall’azione convergente di scelte politiche e culturali e di stili di comportamento ad esso sfvavorevoli, ma anche per scoprire, con stupore, nell’amministrazione interna della casa un valore umano, sociale e culturale di gran lunga superiore a qualsiasi lavoro professionale, e perciò assai più di esso fonte di soddisfazione, di appagamento e di autorealizzazione.
Diciamo subito che i problemi che bisognerà affrontare sono tali e tanti, che ad una donna, e a quanti collaboreranno con lei, che scelga di intraprendere questo percorso, sarà richiesta una preparazione umana e culturale da fare invidia ad un plurilaureato. Ma questo non deve spaventare, perché uno dei vantaggi dell’attuale situazione è che essa ci mette a disposizione strumenti di una ricchezza e di un’efficacia che le generazioni precedenti non avrebbero mai sognato.
Oltre a ciò, abbiamo oggi una nuova coscienza della dignità della donna, e ciò aiuterà moltissimo ad ottenere che la scelta di lavorare in casa si riveli in realtà feconda di ampie ripercussioni sociali e culturali e che si apra, assai più che in passato, ad una vasta collaborazione tra le famiglie, con orizzonti vastissimi, del tutto inaspettati.
Vorrei, dunque, in una serie di articoli semplici ma sostanziosi, cercare per prima cosa di fare un quadro realistico e il più possibile completo della situazione problematica in cui versano attualmente le famiglie, per poi passare a prospettare i passaggi che ritengo necessari perché una donna che intenda, con il sostegno del marito e degli altri suoi famigliari, riprendere in mano una situazione già compromessa, possa raggiungere efficacemente il suo intento.

Annunci