Le nuove oblate e la scuola online: ciò che (ancora) non esiste e ciò che è già a disposizione delle famiglie

di Madre Lioba

Per un ripensamento della vita familiare in occasione delle nuove opportunità offerte dal reddito di maternità proposto dal Popolo della famiglia
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Quelli che hanno letto il romanzo “Il grande consesso” penso che saranno d’accordo con me nel ritenere che sarebbe auspicabile che Edith, Susanna e le loro amiche non fossero soltanto personaggi immaginari, ma esistessero realmente e realmente organizzassero le “nuove oblate benedettine”.
Nel qual caso, sarebbe da prendere molto sul serio la lettera che, nel romanzo successivo, “La piccola tomba”, due di loro scrivono ai loro fidanzati. In questa lettera si legge, tra l’altro:
«In tutta questa vicenda abbiamo toccato con mano quanto siano a rischio, oggi, anche i bambini, e quanto sia facile che nella loro testolina ingenua entrino le idee più deleterie fin dalla più tenera età.
«Questa mattina ci siamo ritirate qui, nella pace della casa del biancospino, nella campagna vicino al paese di Vittoria, per riflettere su quello che è accaduto
«Cosa fare? Pensiamo che i genitori di oggi non possano più accontentarsi di circondare i piccoli con qualche precauzione, affidandosi, per il resto, alla scuola e alle istituzioni della società. No! L’istituto familiare deve essere interamente ripensato! Molte cose non si possono più delegare, ma devono essere gestite in proprio, e con la massima attenzione, dai genitori, anche a costo di rinunciare ad attività fuori casa, per quanto finanziariamente redditizie!
«Prima di venire qui, a Roccasinibalda, siamo state, come sapete, per qualche giorno ad Acquafredda, dove ci siamo incontrare con le altre nostre amiche, con le quali abbiamo fondato il gruppo delle “Nuove Oblate Benedettine Ecumeniche”, di cui vi abbiamo parlato. Tante cose che sono state dette lì, ora le capiamo meglio. Veramente l’educazione dei piccoli incomincia dal modo di parlare, da ciò che viene loro offerto tramite il gioco, la narrazione di fiabe, la lettura di libri, la musica, le immagini. Quanto bisogna lavorare in queste cose, per preservare i piccoli dall’immensa quantità di ciarpame che offre la società di oggi e per dare loro quella ricchezza di ispirazione che soltanto un lavoro intenso e assiduo permette di creare o ricreare per loro!»
Avevamo già anticipato, in una precedente conversazione, che la riorganizzazone “benedettina” della vita domestica mette, certamente, al centro la formazione morale di ciascuno, fondata sulla generosa autodonazione, quale si attua principalmente nei più impegnativi lavori domestici a servizio dei propri cari, ma che proprio questo servizio implica, poi, lo sviluppo delle più svariate realizzazioni nel campo della cultura, della scienza e dell’arte.
Si può ora comprendere meglio come sia importante, per la sana crescita dei nostri figli, che la famiglia sappia offrire loro conoscenze, esperienze, emozioni, convinzioni alternative rispetto a quelle che la società profonde con tanta inesauribile abbondanza e che spesso risultano a loro rovina. Ciò significa che l’architetta della home, lungi dal limitarsi ad essere “quella che cucina, lava e stira”, dovrà assumere un ruolo culturale che la più brillante donna in carriera non potrebbe neanche sognare. Ella non dovrà, infatti, limitarsi a coltivare una sola scienza o una sola arte, ma necessariamente dovrà praticarle tutte e, come è stato accennato, il suo modo di praticarle risulterà molto più incisivo nella vita quotidiana dei suoi cari di quanto possa esserlo una cultura puramente accademica.
Le nostre immaginarie oblate, per affrontare questo programma, avevano scelto di dedicarsi a coltivare ognuna un’arte o una scienza particolare, in modo da poter offrire alle famiglie il sostegno delle loro svariate competenze. Ma qui bisogna aggiungere che, se le nostre oblate esistessero veramente, si dovrebbe dir loro che proprio nel mondo benedettino, a cui esse si ispirano, si sta realizzando un progetto che sarebbe loro di grande aiuto e al quale, anzi, dovrebbero collaborare.
Da qualche anno, infatti, è stata inaugurata una scuola online per le famiglie, nella quale si cerca di mettere a loro disposizione una quantità di insegnamenti e di materali che sono assolutamente indispensabili per poter ricreare, all’interno della “domus”, una ricchezza di conoscenze, di esperienze e di stimoli per la sensibilità estetica, morale e religiosa, tale da opporsi validamente a quanto di malsano vi è, purtroppo in grande abbondanza, nella società. Sarebbe veramente auspicabile che si creasse una sorta di convergenza tra le nuove oblate – se esistessero! – e la scuola online per le famiglie. Le nuove oblate, infatti, potrebbero attingere dalla scuola una quantità immensa di materiali e di istruzioni, che altrimenti dovrebbero cercare di qua e di là con grande fatica e dispendio di energia, mentre, nello stesso tempo, esse potrebbero collaborare validamente per migliorare e sviluppare la scuola – ancora incompleta e bisognosa di sempre nuovi aggiornamenti – per farla conoscere alle famiglie e alle parrocchie e per insegnare alle famiglie ad usarla con frutto. L’esperienza insegna, infatti, che non basta preparare il cibo, ma che poi bisogna anche imboccare gli affamati!
Ma lasciamo, ora, i romanzi e torniamo alla realtà. Le nuova oblate non esistono – almeno per il momento – mentre la scuola online esiste, se pure ha bisogno di essere completata e siluppata. C’era anche il progetto di riprodurla in lingua inglese, per poterla diffondere in tutto il mondo, ma per ora anche quel progetto rimane tra i romanzi.
Come si accede alla scuola online? È semplice! Questo è il link:

http://www.abbaziadifarfa.it/formazione.asp

L’iscrizione è a offerta libera, quindi praticamente, per chi vuole, gratuita.
Essa è articolata in dodici diversi insegnamenti. Per questo è stata battezzata “La corona di dodici stelle”. Questi sono gli insegnamenti che si sono ritenuti indispensabili per “architettare” sapientemente un “domus” nell’attuale situazione della società:

l’architettura, i lavori di manutenzione, i lavori di decorazione, il risparmio e la cura dell’ambiente, la cura delle piante e degli animali domestici, la cucina, il gioco manuale, la musica, la poesia e la letteratura, la calligrafia e la scrittura artistica, la religione e la trasmissione della fede ai piccoli, la carità e la solidarietà sociale.

Facile a dirsi! Ma per la nostra ideale architetta della domus – per di più senza il sostegno delle nuove oblate, dato che per ora esse sono relegate nelle pagine dei romanzi – è una bella gatta da pelare! Meno difficile, però, se più famiglie si mettono insieme per suddividersi i compiti.
Intanto, nelle prossime conversazioni vedremo di spiegare meglio, una per una, le dodici stelle di questa bella corona celeste.