Lettera di presentazione

Carissimi saluti a Lei, Rev.mo P. Priore, a S. E. Mons. Ernesto Mandara, Vescovo di Sabina-Poggio Mirteto, al caro Don Paolo Gilardi, a Bernardino, a Stella, a Lucia, a tutti i nostri collaboratori e simpatizzanti e a quanti sono presenti all’incontro per la presentazione della nostra scuola online: “La corona di dodici stelle”.
Non potendo essere personalmente con voi, ho provato a scrivere, per l’occasione, una breve riflessione.
Nella nostra società si crede che la realizzazione di se stessi, la promozione del bene comune, lo stesso esercizio della carità siano cose che si possono realizzare esclusivamente al di fuori delle mura domestiche e della vita familiare. Chi sta in casa – si pensa – è mortificato nel suo valore di uomo o di donna e nel suo valore professionale, non partecipa al progresso civile e chiude le porte della carità verso il prossimo. Per questo tutti si proiettano fuori casa: il padre, che tradizionalmente è un professionista in carriera, la madre, che non vuole essere da meno, i figli, che i moderni mezzi di comunicazione sollecitano ad ogni momento a slanciarsi nelle attività o nei divertimenti sociali.
Ma proprio in questi giorni pasquali le letture della liturgia ci presentano un esempio tutto diverso. Gli apostoli, con Maria, le altre donne devote, i discepoli e i congiunti di Gesù, si ritirano nel cenacolo, dove – come scrive un illustre commentatore – “non potendo seguire Gesù in cielo corporalmente, si impegnano a seguirlo nel loro cuore e a spiccare il volo dietro di lui con il desiderio”.
“Nel frattempo” – continua il nostro autore – “tutto il loro impegno è di divenire degni della promessa dello Spirito Paraclito. Perciò essi rimangono nella carità della nuova Gerusalemme. Mentre la vecchia Gerusalemme sta già crollando intorno a loro, la nuova Gerusalemme si sta costruendo per loro, come una città, un’immagine di quella grande città celeste che è solidamente formata. Già lo Spirito Santo è al lavoro per costruire questa città con le stesse pietre e la stessa calce, cosicché Dio stesso possa essere riconosciuto presente nelle sue case e possa essere visto nello splendore della sua gloria. Senza dubbio vi è unità di intenti in questa città, dove tutti condividono lo stesso linguaggio e hanno gli stessi sentimenti verso Dio e gli uni verso gli altri. Vi è unione nella più profonda carità e nella fraternità dei cuori, vi è pazienza nella lunga e umile attesa dello Spirito Santo”.
Verrà il momento – aggiungiamo noi – in cui lo Spirito Santo discenderà sul cenacolo e allora gli apostoli usciranno nel mondo, non però per perdersi nella società esterna, ma per riversare sul mondo quello stesso Spirito che nascostamente li aveva nutriti di sé nel loro ritiro.
Questo esempio, offerto a noi dalle letture del tempo pasquale, può servire ad illustrare lo scopo della nostra iniziativa. Noi vorremmo che tutte le abitazioni delle nostre famiglie divenissero dei cenacoli, delle case della nuova Gerusalemme, in cui Dio stesso possa apparire presente a chi le frequenta, cosicché si possa esclamare, con le parole di Giacobbe “Questa è veramente la casa di Dio e la porta del cielo!”.
San Benedetto ha insegnato, nella sua Regola, come si possa realizzare qui in terra una «casa di Dio». Ma perché questo insegnamento dovrebbe riguardare soltanto i monasteri e non invece anche le dimore delle nostre famiglie? Non sono esse nate ai piedi dell’altare? Non hanno ricevuto il sigillo dello Spirito Santo? E anche se, per circostanze avverse, questo è mancato, non dovremmo desiderare di rendere il più possibile presente l’amore di Dio nelle nostre case?
Per questo abbiamo sentito la vocazione a chiamare a raccolta le famiglie e ad invitarle alla scuola di San Benedetto, quella che egli stesso chiama “scuola del servizio divino”, ma che potremmo anche chiamare “scuola di una vita felice vissuta insieme nella luce di Dio”.
In questa scuola non si è mai diplomati, si è sempre alunni. Non si va in un edificio pubblico, si rimane in casa. Non si trascurano i lavori domestici e la vita familiare per il titolo di studio e per la carriera professionale, ma i talenti naturali e acquisiti sono messi al servizio, prima di ogni altra cosa, della comunità familiare. Non si trascurano i figli per amore del successo professionale fuori casa, ma piuttosto si rinuncia al successo professionale per amore dei figli. Non si trascurano i genitori e i nonni per il divertimento con gli amici o per gli impegni sociali o anche di carità, ma si sa gioire soprattutto della compagnia dei propri cari e si impara il lavoro sociale o di carità praticandolo prima di tutto verso i membri della propria famiglia.
Come avvenne con gli apostoli, lo Spirito Santo ci porterà certamente ad irraggiare nella società quella vita di carità che avremo praticato nelle nostre case alla scuola di San Benedetto. Ma ciò non senza aver prima trasformato le nostre abitazioni in cenacoli, in cui, come gli apostoli insieme a Maria, sappiamo preservare la presenza viva di Gesù nell’attesa dello Spirito Santo per la vita del mondo.
Purtroppo i costumi oggi universalmente diffusi portano tutti a trascurare la vita dentro casa e perciò quella vera e profonda educazione dei cuori che per San Benedetto è immensamente più importante sia dei titoli scolastici, sia di tutti i successi esteriori. Il risultato è che si lasciano penetrare nelle case quei modi di parlare, di sentire e di comportarsi, quelle letture, quegli spettacoli, quelle musiche, quei cattivi esempi con cui oggi si tenta di corrompere il cuore di giovani e adulti e di smembrare, con l’abbandono della vita cristiana, l’unità delle famiglie.
Abbiamo voluto, allora, radunare molte famiglie per cercare di realizzare insieme a loro un programma di vita quotidiana che ridesse centralità alla vita domestica e la rendesse fonte di vera realizzazione umana. Ma l’esperienza ci ha fatto comprendere quanto impegno e quante preziose competenze e capacità richiede la cura efficace di una buona vita familiare. Altro che sprecata è una laurea per chi lavora in casa! Al contrario: ce ne vorrebbero dieci – o meglio dodici! – di lauree per poter essere casalinghe – e “casalinghi”- veramente competenti!
Allora ci siamo detti che non bastano un incontro al mese in Abbazia e un campo scuola durante l’estate. Bisogna creare una scuola per le famiglie, ma una scuola diversa dalle altre, nella quale siano raccolti insieme gli insegnamenti di tutte le principali conoscenze e abilità che la trasformazione di una casa di oggi in una casa di Dio necessariamente richiede.
Ed ecco, dunque, che, dopo una preparazione lunghissima e un lavoro infinito, finalmente la nostra scuola online per le famiglie vede la luce!
L’abbiamo chiamata: “La corona di dodici stelle”, perché, senza volerlo, ci siamo trovati ad enumerare dodici insegnamenti, tutti necessari per far rifiorire la vita delle nostre famiglie per la felicità dei loro membri e per il vero bene della società, e ci è venuto spontaneo metterli sotto l’insegna delle dodici stelle che adornano il capo di Maria.
I nostri amici collaboratori vi parleranno dei dodici insegnamenti. Qui mi limito a dire che una delle stelle è particolarmente importante, anche se nella lista appare soltanto all’undicesimo posto: la formazione religiosa e la trasmissione della fede ai piccoli.
Che si tratti di un argomento importante, nessuno potrebbe negarlo. Ma ciò che ci siamo sforzati di far risaltare è che la formazione religiosa non si può limitare all’ora settimanale di catechismo! Tutto deve concorrere alla formazione religiosa e, in particolare, il modo in cui si agisce quotidianamente nella vita familiare: il linguaggio che si usa e il tono della voce, lo spirito di servizio nei lavori faticosi e nel rispetto rigoroso degli orari, la gratitudine verso chi a sua volta ci serve, l’autoeducazione all’impegno generoso, ciò che si legge e si guarda, da soli o in famiglia, la musica che si ascolta o che si esegue o si canta, l’esperienza dell’amore che si trasmette e si condivide, la preghiera e la bellezza che dovrebbero accompagnarla con l’ausilio della poesia, dell’arte e della musica.
Quante cose da imparare e da realizzare! Tutte le dodici stelle, in realtà, concorrono a rendere viva ed efficace la formazione religiosa, perché tutte mirano a trasformare le nostre case in cenacoli e le nostre famiglie in comunioni di amore sotto lo sguardo di Maria, regina degli apostoli.
Prima di lasciare la parola al P. Priore e a chi ha avuto da lui l’incarico di illustrare dettagliatamente il nostro progetto, vorrei aggiungere un’ultima cosa: la nostra scuola è ancora in formazione e per alcune stelle ci sarebbe bisogno di altri collaboratori. Chiunque, perciò, è in grado di aiutare efficacemente è esortato a dare la sua collaborazione, sotto la direzione delle persone incaricate.
Auguro a tutti voi presenti che questa iniziativa risponda alle vostre più vere e profonde esigenze e possa diffondersi, con la benedizione di S. E. il Vescovo, nella Chiesa Sabina e in altre diocesi d’Italia e del mondo.
Grazie e saluti cari a tutti voi!
Don Massimo

LA CORONA DI DODICI STELLE

1° stella. Architettura degli spazi: progettazione e arredamento per l’armonia della famiglia
2° stella. Cura della casa: manutenzione e pulizia, utilizzo dei moderni strumenti elettronici
3° stella. Manualità e arte: produzioni artigianali da realizzare insieme
4° stella. Cura dell’ambiente: riciclo e risparmio
5° stella. Cura della terra e degli animali: l’orto, il giardino, gli animali domestici
6° stella. Cucinare in famiglia: l’arte del cibo buono, sano ed economico
7° stella. Giocare in famiglia: giochi educativi e divertenti per grandi e piccini
8° stella. Fare musica in famiglia: formazione musicale, canto e danza
9° stella. Leggere in famiglia: dalla poesia alla letteratura
10° stella. Formazione alla bellezza: calligrafia, scrittura artistica, miniatura
11° stella. Formazione religiosa: come trasmettere la fede ai più piccoli
12° stella. Uscire all’esterno: l’attività sociale e caritativa della famiglia

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