OBRADOVIC AGLI LGBT: E POI CHE ALTRO VOLETE?

(pubblicato su “La Croce” del 28 ottobre 2017, a cura di Lucia Scozzoli)

Il 5 ottobre scorso Bosko Obradovic, presidente
del movimento serbo Dveri, ha
tenuto un breve discorso all’Assemblea
nazionale serba, durante la discussione sui
diritti LGBT in Serbia, dieci minuti di fuoco.
Li riportiamo integralmente:

«Cari colleghi rappresentanti eletti del popolo,
onorati ospiti dell’Assemblea popolare
della Repubblica di Serbia, è veramente meraviglioso
e quasi affascinante, per così dire,
poter ascoltare dal relatore che anche coloro
che non la pensano come i propositori del
tema di oggi hanno il diritto di dire qualcosa.
Questo è veramente un grande salto per la
democrazia serba.Le parole false che sono
state pronunciate qui, nella dichiarazione di
apertura, hanno sostenuto che l’Assemblea
Popolare sia aperta a tutti i cittadini della
Serbia.Non ricordo che questa Assemblea
o un comitato parlamentare abbiano mai
aperto le porte a uno dei 100.000 cittadini
della Serbia, i cui stipendi non sono stati
pagati e i cui anni di servizio non sono stati
riconosciuti né quelli che hanno problemi
con i prestiti in franchi svizzeri… Quello che
sto cercando di dire è che l’argomento di
oggi ci è stato imposto, e che, a parte questo
tema, ci sono molti altri problemi in Serbia,
che voi state impedendo di discutere durante
le sessioni parlamentari.Non posso dirlo?
Si tratta di un parere aperto e libero di un
parlamentare.Per ribadire ancora una volta:
ci sono questioni più importanti di questa
che non hanno mai raggiunto l’ordine del
giorno dell’Assemblea popolare.Questo è il
primo punto.In secondo luogo, la sfilata del
gay pride è qualcosa che avete già da tempo
superato, siete interessati a molto di più.
Abbiamo sentito un coro di lobbisti gay che
cercano di entrare in ogni singolo poro della
nostra società e del nostro paese.Siete già
presenti nel Ministero degli Affari Interni e
nel Centro per il lavoro sociale.Voi siete a
questo punto e lo descriverò in modo che i
cittadini possano conoscere i vostri ulteriori
progetti, perché il gay pride non è l’obiettivo,
gli obiettivi sono una discriminazione in
positivo della popolazione omosessuale, che
dovrebbe ottenere maggiori diritti rispetto
agli altri cittadini della Società e dello stato
serbo.Da che parte sta la maggioranza del
popolo, di questa società e del paese? I diritti
della minoranza sono massimizzati e dove
sono quelli della maggioranza? Dove sono i
valori tradizionali e familiari, dove è la lotta
contro il calo demografico? Dov’è il diritto
della maggioranza di educare i nostri figli secondo
le nostre convinzioni religiose e con i
nostri valori, non nel modo che voi ritenete
moderno o contemporaneo? Se posso chiedervi,
dove sono i diritti della maggioranza
in questo paese? Questa è la seconda domanda,
ora leggiamo quello che intendete
fare prossimamente: desiderate “aprire una
discussione pubblica, entro e non oltre l’anno,
sulle unioni same-sex” e grazie per aver
dichiarato questo apertamente, affinché i
cittadini della Serbia possano sapere quali
sono i vostri progetti futuri.Cosa intendete
fare dopo? “Garantire un maggior sostegno
politico alla promozione di una cultura che
favorisca i diritti e le persone LGBTQ.” Cosa
ci può essere di maggior sostegno, che una
presenza di cinque ministri governativi durante
il gay pride insieme al sindaco della capitale?
Quanti dovrebbero essere lì, l’intero
governo? L’intero paese? Cos’altro dovrebbe
essere fatto affinché possiate essere soddisfatti
e certi che i vostri diritti siano presi in
considerazione in questo paese? Come mai
non siete rispettati? La legge contro la discriminazione
esiste?
Non ho nulla contro gli omosessuali, non violo
la privacy della gente e non ha mai attraversato
la mia mente alcuna preoccupazione
per l’orientamento sessuale di qualcun altro.
Tuttavia, quando qualcosa è imposto ai
nostri figli, qualcosa che secondo il nostro
parere, in conformità alle nostre credenze
religiose e alla nostra tradizione, non è normale,
questo mi disturba, molto. Vi chiedo di
consentire a me di mantenere questo pensiero
e opinione, oppure potete agire come
dittatori totalitari e negarmi questo diritto.
La vostra ideologia dell’omosessualismo è
un’ideologia totalitaria, che ci nega il diritto
di pensare e di parlare in modo non conforme
ad essa. Questa ideologia permette solo
di diffondere le sue opinioni nella società e
nel paese, attraverso le sue leggi e i media.
Questo è ciò di cui sto parlando, ecco quel
che ancora scrivete: “Organizzare formazione
per i dipendenti in istituti scolastici
in conformità con le norme internazionali
in materia di discriminazione e diritti umani,
rilevanti per la protezione dei diritti e delle
persone LGBTQ, in modo da ridurre i pregiudizi
esistenti contro la comunità LGBTQ” e
poi continuate “la legge sulle unioni samesex,
per regolare l’accesso all’inseminazione
artificiale per le coppie lesbiche, per aumentare
le spese di bilancio per interventi
di cambio sesso…” È questo il problema più
grande della Serbia? Utilizzare i fondi pubblici
per i cambiamenti sessuali? Incredibile…
Introdurre raffigurazioni positive delle
persone LGBTQ nei libri di testo scolastici,
promuovendo l’omosessualità ai bambini!?
Per che cosa? A quei bambini? I miei figli? I
nostri figli? Volete scrivere libri di testo per
i nostri figli e forzare i loro pareri e valori
su ciò? Non potete scavalcare le persone, è
necessario capire che è qualcosa che non
può essere fatto.Perché sono miei figli e
figli di altri come me, che non sono d’accordo
con voi. Non potete scrivere libri di
testo per noi. Nessuno vi impedisce di vivere
secondo il vostro orientamento sessuale.
Qualcuno vi sta fermando? Qualcuno in
Serbia vi impedisce di vivere la vita che scegliete?
Che cosa volete di più? Volete insegnare
ai nostri figli a condividere il vostro
orientamento sessuale? Questo è il nostro
problema: cosa pensa la maggioranza del
paese? Dove sono i nostri diritti in questo
paese? Qualcuno ci chiede di cambiare le
nostre leggi, i nostri libri di testo, per entrare
nelle nostre scuole e scuole materne,
per parlare ai nostri bambini senza il nostro
consenso? Questo è il problema principale,
ed è un problema fondamentalmente democratico.
Non potete forzarci, e lo ripeto
più volte questo fatto semplice, non potete
forzarci a pensare che l’omosessualismo sia
qualcosa di normale, naturale e moderno.
Non siamo d’accordo con questo e non vi
permetteremo di imporre questa ideologia
su di noi. È così semplice. Prima ci renderemo
conto di questo, e meglio sarà per un
futuro dialogo civilizzato e tollerante. Non
calpestiamo i vostri diritti, non entriamo
nella vostra vita privata, quindi interrompiamo
l’invasione delle nostre scuole e scuole
materne, fermiamo l’indottrinamento dei
nostri figli contro i nostri valori tradizionali
e familiari. Credo che questa sia una richiesta
onesta e cortese. Onorate questa richiesta
e non ci saranno problemi tra di noi. Io
dico per primo a chiunque sia discriminato
in Serbia e non mi importa quale sia il suo
orientamento sessuale: nessuno può essere
discriminato, nessuno può essere minacciato
in questo paese.
Ma non potete imporre i vostri valori a questa
società, valori contro i quali sta la maggioranza
di noi.
Cosa significa anche la settimana del Pride?
Di quale orgoglio state parlando? Chi sono le
persone orgogliose?
In secondo luogo, è una settimana di provocazione
e promozione forzata dell’ideologia
dell’omosessualismo nella nostra società.
Non è sufficiente una parata per voi, ora due
all’anno.
Non basta che il gay pride si svolga a Belgrado,
ora lo volete tenere a Nis.
Ana Brnabic è stata a Carak ieri e ha chiesto
al sindaco di ospitare la prossima parata Gay.
Avete in programma di organizzare una specie
di carovana, una carovana gay che viaggia
in Serbia?
Qual è l’obiettivo? Provocare tutte le famiglie
tradizionali della Serbia?
5 ministri e il sindaco nella parata gay non
sono sufficienti, quanti più ne volete?
Cosa dovremmo fare di più affinché i diritti
gay siano finalmente soddisfatti a vostro
parere? Il signor Miletic lo ha detto: cercare
partner nel governo, affinché il governo vi
segua e diventi il promotore dell’ideologia
dell’omosessualismo.
Questo è il problema che abbiamo con voi.
Non lo accettiamo e abbiamo il legittimo diritto,
come voi, di alzare la voce e dire quello
che pensiamo di fronte a questi problemi.
Pensiamo che le sfilate gay debbano essere
bandite.
Questo è il nostro parere, condiviso dalla
grande maggioranza dei nostri concittadini.
Perché non organizzare un referendum? Se
siete così convinti dei vostri valori e delle vostre
opinioni, perché non chiedere direttamente
alla gente, se condivide il gay pride?
Se la maggioranza è contro di esso, allora è
così e non può essere tenuto.
Vi chiedo di nuovo, perché non chiedete ai
cittadini?
Avete troppo paura di sentire la risposta che
il popolo darebbe al referendum.
La cosa più importante è che la promozione
dell’omosessualità agli individui sotto una
certa età sia proibita: non avete il diritto di
influenzare l’orientamento sessuale dei giovani
di questo paese.
Più studi hanno dimostrato che l’omosessualità
non è innata, come affermate, ma è
piuttosto generata da condizionamenti sociali
e ambientali che hanno spinto i giovani
in quella direzione.
Questo è ciò che voi volete: essere i padroni
delle anime e dei corpi dei nostri giovani
e di indirizzarli verso il vostro orientamento
sessuale, che non chiamiamo distorto, ma
chiamatelo come vi pare.
Questo è per me innaturale, ora spiegatemi
se potete, in che modo sia naturale che un
bambino abbia due papà e due mamme. Non
è così che Dio concepì il mondo.
Il problema principale di questo paese non
sono i diritti di gay, ma è l’inverno demografico
e non lo risolveremo promuovendo i
rapporti omosessuali e l’omosessualismo in
Serbia.
Riassumendo, occupiamoci del vero problema
in questione o ci bombarderete, anno
dopo anno, con queste storie vuote di diritti
gay minacciati in Serbia.
I club gay sono spuntati dappertutto e le
sfilate gay stanno fiorendo in tutta la Serbia,
avete tutto ciò che volete, vi siete infiltrati
nelle nostre leggi, siete nei media, fate
quello che vi piace in questo paese, avete
dei lobbisti gay nel governo, avete un primo
ministro gay, cosa volete più da questo
paese? Cosa volete di più da questa gente?
Dovremmo tutti noi piegarci davanti a voi? È
questa l’idea?
Io non capisco davvero cosa volete da questo
paese.
Il premier non è abbastanza, non sono sufficienti
i vostri lobbisti nel cuore della repubblica
serba e nell’assemblea nazionale?
Non potete nemmeno sopportare di ascoltare
anche questo discorso di dieci minuti,
che esprime un parere diverso dal vostro,
questa è la prova che il vostro è un culto totalitario,
un’ideologia totalitaria che cerca di
forzare i suoi valori su questa società.
Vi dico, in nome della famiglia tradizionale
serba che questo non passerà.
Questi non sono i nostri valori, abbiamo i nostri
valori spirituali e morali e li difenderemo
a qualunque costo, perché è in gioco il futuro
dei nostri figli e voi non farete crescere i
nostri figli, questo ve lo giuro. Grazie.»

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