Prefazione a un volume di prossima pubblicazione

Quando sono stato contattato da Don Massimo Lapponi, per redigere la prefazione al suo libro, che andava a pubblicare sul mistero di Fatima, sono rimasto perplesso, ma, allo stesso tempo, lusingato per tale richiesta, pur consapevole che, forse, non sarei stata la persona giusta e autorevole per tale compito.
Non conoscevo il Sacerdote né la sua opera, per questo motivo, prima di accettare, ho voluto documentarmi, leggendo qualcosa della sua vita di uomo, di Sacerdote e della sua attività nell’Abbazia di Santa Maria di Farfa (RI).
Soprattutto ho letto più volte le cinquanta pagine del suo volume, proprio per meglio riuscire a comprendere il significato e il messaggio che il Sacerdote voleva lanciare tra le righe di questo suo ultimo lavoro.
Certo, il tema trattato è molto delicato e alquanto difficile da interpretare e, sicuramente, lo è stato ancor di più sviscerarlo con parole adeguate ed efficaci, senza cadere mai nella retorica, come poi ha fatto Don Lapponi.
Ho cercato in tutti i modi, di restare “fuori” dalla pura narrazione, mantenendomi il più possibile distaccato da tutte le problematiche e polemiche presenti nel libro, e non prendendo alcuna posizione in merito, consapevole anche della mia superficiale conoscenza e comprensione di tutta la tematica riportata.
L’ho fatto, con molta umiltà e con rispetto nei confronti di questo testo, da subito coinvolgente e intrigante, ricco di tanti perché, che inducono ad una profonda riflessione, alla quale Don Lapponi vuole portare i lettori. E devo dire che c’è riuscito appieno.
Quindi ho cercato di fissare quelli che, a mio avviso, sono i punti più salienti di tutto il libro, e che ho riportato come farebbe un bravo e semplice cronista, lasciando a Voi il compito di fermarvi attentamente sulle pagine, ricordandovi che la vera lettura, inizia proprio una volta che si è finito di “leggere”.

Il volume Il mistero di Fatima del sacerdote benedettino Don Massimo Lapponi, classe 1950, è un vero inno ad onore e gloria di Maria Santissima, e non lo è in senso soltanto metaforico. Esso, infatti, si conclude con un rinvio al youtube della sacra rappresentazione, per soli, coro e orchestra, La donna vestita di sole, nella quale, con melodie semplici e suggestive, viene celebrato il contrasto tra la donna peccatrice in disperata ricerca di redenzione e l’elevazione al cielo di Maria, quale rappresentante gloriosa della sublime missione di ogni donna.
Si può, anzi, affermare, che tutto il volume non è che un’introduzione a questo poema lirico e al drammatico conflitto in esso rappresentato. Infatti, negli undici capitoli che lo compongono – non contando l’ultimo, che funge da conclusione – viene presentato un vasto affresco storico e cosmico, nel quale si dispiega la biblica lotta tra il Serpente e la Donna annunciata nel libro della Genesi (cf Gn 3, 15). Se il Serpente sembra prevalere, travolgendo la donna – e l’uomo con lei – nel peccato e nell’apostasia da Dio e dalla sua divina missione, ella appare infine vittoriosa grazie a Maria Santissima che, riconducendola nella luce di Dio e della sua sublime dignità, schiaccia infine la testa dell’avversario infernale.
L’autore del volume non si limita a tratteggiare questo drammatico e immenso conflitto con le usuali categorie teologiche e mariologiche, ma mette in luce la sua viva presenza negli avvenimenti della storia umana, e specialmente nella realtà contemporanea.
A svelare la trama nascosta dell’ostilità tra Maria e il Serpente infernale nella tragica storia degli ultimi cento anni contribuiscono in modo determinante i messaggi trasmessi ai tre pastorelli di Fatima dalla stessa Madre di Dio. Proprio agli avvenimenti di Fatima e al loro significato sono dedicati esplicitamente i primi cinque capitoli del libro. In essi l’autore non si limita a considerazioni generiche, ma esamina a fondo il senso delle parole di Maria relative agli “errori” che la Russia avrebbe diffuso in tutto il mondo e ai peccati contro il suo Cuore Immacolato.
È raro che i commentatori degli avvenimenti di Fatima si soffermino ad interrogarsi sul significato della sconcertante espressione: «peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria». Il nostro autore, invece, cerca di penetrare a fondo il senso di queste parole, che ai suoi occhi qualificano le colpe del nostro tempo in modo ben determinato.
Nella sua analisi, indubbiamente convincente, l’epica lotta tra la Donna e il Serpente assume i lineamenti della storia contemporanea: in essa campeggiano l’attacco, non così recente come sembrerebbe, contro la morale coniugale e contro la famiglia e la tentazione all’apostasia della donna dal suo ruolo sponsale e materno, con la conseguente degradazione dei costumi a livello mondiale, e, sul fronte opposto, l’esaltazione della divina missione della donna riaffermata nel mistero del Cuore Immacolato di Maria.
Nei successivi sei capitoli non si parla più esplicitamente dei messaggi di Fatima, ma il ruolo della donna nella storia del mondo, e particolarmente del mondo contemporaneo, viene approfondito attraverso riflessioni originali sulle lacune e le storture della società e della scuola moderna (cap. 6), sul mistero eucaristico (cap. 7), sulla viva ed efficace, anche se discreta, presenza di Maria nello sviluppo dei popoli (cap. 8), sull’influenza determinante del mistero dell’Incarnazione, e del ruolo svolto in esso da Maria, sulla civiltà occidentale (cap. 9).
Particolarmente suggestivo è il cap. 10: “L’era della donna”, nel quale l’autore propone una revisione delle consuete categorie storiografiche e sottolinea l’emergere e l’affermarsi, sempre più marcato, del ruolo pubblico della donna nel mondo, soprattutto a partire dall’età romantica. Contro la tentazione che in questa sua affermazione la donna perda la sua propria identità, l’autore auspica che essa venga, invece, riaffermata nella luce di Maria e della sua divina missione.
Infine, nel cap. 11, l’autore affronta l’esegesi di una pagina del Vangelo di Luca, già commentata infinite volte attraverso i secoli, e, con la massima semplicità, riesce a dire qualche cosa di nuovo e a rendere evidente ciò che troppo spesso era sfuggito all’attenzione.
Così, dopo averci condotto attraverso un suggestivo affresco della storia universale, l’autore, invece di concludere con un punto finale, a sorpresa ci introduce all’ascolto e alla visione del suo poema lirico, in cui i motivi di fondo del volume vengono sublimati nel canto di dolore e nell’estasi conclusiva della protagonista Artemisia.

Prof. Mario De Santis

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