Sangue italiano e sangue marocchino

(pubblicato su Il legno storto 19 settembre 2009)

Scrisse una volta Joseph De Maistre che “i dogmi cristiani sono antichi quanto il mondo.” Questa affermazione del grande savoiardo suggerisce che nella struttura stessa del mondo e dell’uomo uno sguardo non superficiale può leggere una sorta di preordinazione o anche di adombramento dei misteri cristiani.
Una di queste intuizioni primitive, che forse razionalmente non possono essere adeguatamente comprese, ma che albergano misteriosamente nell’inconscio delle collettività, è l’idea del sacrificio dell’innocente in riscatto delle moltitudini.
Forse nessun poeta ha saputo esprimere questo primitivo sentimento come Shakespeare nel “King Lear”. E’ vero che Shakespeare partecipa ormai della cultura cristiana, ma il suo dramma è volutamente ambientato in una remota antichità pagana, e ciò proprio al fine sottolineare l’universalità del mistero religioso del sacrificio redentore. Con un solo verso mirabile, e giustamente celebre, l’innocente e sublime Cordelia ritrae se stessa, e nello stesso tempo traccia l’archetipo eterno di chi si sacrifica, con amorosa e silenziosa offerta, non solo per la salvezza eterna delle anime, ma anche per un avvenire migliore dei suoi simili:

«What shall Cordelia speak? Love and be silent».

Il sangue italiano sparso in questi giorni in terra straniera non si è misteriosamente congiunto con il sangue marocchino sparso in Italia? Angoscia e terrore invadono gli animi, ma nello stesso tempo si risveglia forse il sentimento ancestrale del sacrificio redentore: questi giovani e questa giovinetta dallo sguardo limpido e innocente non saranno il seme di un avvenire migliore?

Mi ricordo che una mia vecchia zia, confidente di molti uomini politici di sinistra – la quale, tra le altre cose, aveva raccolto la testimonianza di un sacerdote che aveva assistito sul letto di morte Gaetano Salvemini -, mi leggeva una volta le parole di un famoso anticlericale – mi sembra Ernesto Rossi – che suonavano più o meno così: «Il viandante attraversa con passo sicuro il ruscello sulle pietre poste sotto i suoi piedi. Ma quanti sassi ha dovuto inghiottire la corrente perché senza pericolo il viandante potesse attraversarla?».

Nonostante la cosciente irreligiosità dell’autore, nella la sua prosa ispirata si sente riecheggiare ancora l’irrinunciabile mistero religioso del sacrificio redentore. Umanamente parlando infatti l’avvenire migliore non è che un’illusione: non ritorna l’uomo sempre agli stessi vizi, se pure spesso in forme apparentemente inedite e con nomi nuovi, che nascondono la sua eterna natura incorreggibile? Soltanto uno sguardo di fede – esplicita o implicita – può far sperare contro ogni speranza in un avvenire migliore.

Così l’amore nascente tra due giovani innocenti è sempre un sogno di primavera, la cui invincibile speranza di felicità si rinnova di generazione in generazione, senza volerne sapere degli argomenti della ragione, che additano le delusioni infinitamente ripetute dall’inizio del mondo, anche nelle unioni meglio riuscite, per non parlare dei sogni infranti dalla crudeltà della sorte o dalla violenza. Come il sogno infranto di Massimo De Biaso, che ancora rievoca con poetica nostalgia la sua indimenticabile Sanaa, piena di dolce e innocente allegria: sogno di primavera, promessa di felicità ineffabile, la quale ricorda al credente che il primo amore del mondo fu benedetto da Dio nello stato di innocenza, e di quell’innocenza ancora e sempre conserva un riflesso. E ugualmente conserva la sostanza della sua promessa, se pure attraverso il sacrificio redentore e purificatore di un mondo corrotto, come il mondo di Regana e di Gonerilla.

Come il sangue dei giovani che si sono sacrificati non solo per la propria patria, ma anche per quella altrui, così il sangue della giovane innocente sembra aprire la strada ad un incontro nuovo tra mondi diversi – nonostante le apparenze contrarie di una cupa caparbietà.

Sembra il destino d’Italia essere terra di incontro e di fusione di popoli, come un tempo di romani, goti, longobardi e franchi: incontro e scontro tragico, spesso cementato dal sangue innocente e dal sacrificio, come dal sacrificio di colei che il poeta cantò con parole che mi sembra doveroso ora dedicare all’innocente e sventurata Sanaa:

Sgombra, o gentil, dall’ansia
mente i terrestri ardori;
leva all’Eterno un candido
pensier d’offerta, e muori:
nel suol che dee la tenera
tua spoglia ricoprir,

altre infelici dormono,
che il duol consunse: orbate
spose dal brando, e vergini
indarno fidanzate;
madri che i nati videro
trafitti impallidir.

Te, della rea progenie
Degli oppressor discesa,

(ma qui vorrei osservare che tutti discendiamo da una rea progenie di oppressori, anche se si potrebbero ricordare tanti episodi di sangue degli immigrati e, in particolare, le esperienze terribili dei militari marocchini in Italia nella seconda guerra mondiale, immortalate dal romanzo “La ciociara” di Alberto Moravia e dall’omonimo film con Sofia Loren. Del resto il giudizio del Manzoni sui longobardi non è del tutto confermato dalla storia)

cui fu prodezza il numero,
cui fu ragion l’offesa,
e dritto il sangue, e gloria
il non aver pietà,

te collocò la provida
sventura in fra gli oppressi:
muori compianta e placida:
scendi a dormir con essi:
alle incolpate ceneri
nessuno insulterà.

Muori; e la faccia esanime
si ricomponga in pace;
com’era allor che, improvida
d’un avvenir fallace
lievi pensier virginei
solo pingea.

(e la conclusione sia, come era nell’intenzione del Manzoni, un augurio, non solo per l’Italia, e una muta preghiera:)
…Così
dalle squarciate nuvole
si svolge il sol cadente,
e, dietro il monte, imporpora
il trepido occidente:
al pio colono augurio
di più sereno dì.

di D. Massimo Lapponi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...