Serate in famiglia III

Negli anno 60 del secolo scorso – chi è vecchio come me (aimé!) lo ricorderà – vi fu una fortuata iniziativa editoriale dei Fratelli Fabbri. Uscirono settimanalmente nelle edicole fascicoli illustrati di una storia della musica divulgativa, nell’insieme ben fatta. I fascicoli erano accompagnati da dischi a trentatré giri con esempi di musica delle varie epoche.
L’iniziativa ebbe grande successo, anche tra i giovani. Fu come alzare per un momento il coperchio per far gustare ciò che bolliva in pentola, e per un po’ di tempo ci si accorse che c’era qualche cosa di molto bello che prima era rimasto nascosto. Era un po’ come la punta di un iceberg, ma non mancò di produrre effetti benefici, in parte anche duraturi. Fu allora che alcune composizioni, prima sconosciute, divennero celebri. Ad esempio furono molto apprezzate, almeno per un certo tempo, le Danze Polovesiane del musicista russo Alexander Borodin (1833-1887):

Fu allora che si diffuse il celebre Alleluia di Händel.
Sebbene sia molto conosciuto, lo riportiamo in una esecuzione eccezionale – e diamo qui di seguito anche il testo delle parole (in inglese):

Hallelujah: for the Lord God Omnipotent reigneth.
(Revelation 19: 6)
The kingdom of this world is become the kingdom of our Lord,
and of His Christ; and He shall reign for ever and ever.
(Revelation 11: 15)
King of Kings, and Lord of Lords.
(Revelation 19: 16)
Hallelujah!

Una composizione che, in seguito alla diffusione dei fascicoli della storia della musica dei Fratelli Fabbri, ebbe un singolare successo, soprattutto tra i giovani, fu l’adagio di Albinoni, che da allora incominciò ad imperversare dappertutto, tanto da venire a noia – e perciò evitiamo di riportarlo. Probabilmente è ancora in repertorio.
Ma, come abbiamo detto, si trattava soltanto della punta di un iceberg, che non ci si preoccupò di indagare più a fondo. Tomaso Albinoni (1672-1751) scrisse ben altre cose! Ascoltate questo tredicenne norvegese come si cimenta con i virtuosismi barocchi di Albinoni, con una perfetta pronuncia italiana – purtroppo non possiamo riportare qui le parole del testo. Dunque anche i giovanissimi sanno apprezzare quello che bolle in pentola, tanto da dedicarsi con passione a superare le difficoltà dell’esecuzione e ad imparare una lingua straniera!

Sebbene. a quanto sembra, ci sia qualcuno molto interessato a tenere il coperchio ben chiuso, ogni tanto qualche spruzzatina di fumo viene fuori e rimescola un po’ le carte, anche dove meno ce lo aspetteremmo. Avete mai sentito questa composizione? Sapete da dove è stata presa? Dal “Te Deum” del musicista francese Marc-Antoine Charpentier (1634-1704).

Dunque da ciò che bolle in pentola – e paradossalmente dalla musica di chiesa! – è arrivato qualche cosa perfino nella nostra Europa senza radici!
Godiamoci, allora, ancora una bella composizione di ispirazione biblica, a dispetto di chi vorrebbe tenere il coperchio ben chiuso:

For unto us a child is born, unto us a son is given, and the government shall be upon His shoulder; and His name shall be called Wonderful, Counsellor, the mighty God, the Everlasting Father, the Prince of Peace.
(Isaia 9, 6)