Serate in famiglia XV

Questa sera faremo una breve “scorreria” nella musica sacra della seconda metà del secolo XVIII. Come sempre, cercheremo di evitare il repertorio più comune e andremo alla ricerca di gemme rare – alla fine ci sarà anche una sorpresa!
Il benedettino Martin Gerbert (1720-1793), abate del monastero di San Biagio nella Foresta Nera, in Germania, esperto di musica, in un suo erudito volume sull’argomento, lamentava che al suo tempo la musica sacra tendeva troppo ad uniformarsi, nello stile, alla musica profana e richiamava i responsabili a ritornare alle fonti della musica ecclesiastica. Non so che cosa direbbe oggi!
Tra i musicisti suoi amici vi fu anche Christoph Willibald Gluck (1714-1787), che abbiamo già incontrato, segnalandolo soprattutto come operista. Ma egli compose anche musica sacra. Ora ascolteremo, di lui, il salmo “De profundis”, nel quale si noterà lo stile fortemente drammatico del compositore di melodrammi.
Si tratta del salmo 129, tradizionalmente usato per la liturgia dei defunti. Queste sono le parole iniziali del testo latino:

De profùndis clamàvi ad te, Dòmine;
Dòmine, exàudi vocem meam.
Fiant àures tuae intendèntes
in vocem deprecatiònis meae.

È noto che Mozart scrisse molta musica sacra. Alcune sue composizioni di questo genere sono molto celebri. Possiamo ricordare la Messa da Requiem, la Messa dell’Incoronazione e il motetto – cioè una breve composizione musicale a più voci – “Ave verum”. Preferiamo, però, proporre una composizione meno nota: il mottetto “Sancta Maria” K. 273. Questo è il testo latino:

Sancta Maria, mater Dei,
ego omnia tibi debeo,
sed ab hac hora singulariter
me tuis servitiis devoveo.
Te patronam,
te sospitatricem eligo.
Tuus honor et cultus
aeternum mihi cordi fuerit,
quem ego nunquam deseram
neque ab aliis mihi subditis
verbo factoque violari patiar.
Sancta Maria, tu pia
me pedibus tuis advolutum recipe,
in vita protege,
in mortis discrimine defende.
Amen.

Se nello stesso periodo ci rivolgiamo alla Francia, troviamo una situazione poco favorevole alla musica sacra. Oltre al fatto che in quel periodo non troviamo quasi musicisti che siano ricordati, il clima dell’Illuminismo e ancor più quello della rivoluzone non sono favorevoli alla religione tradizionale. Durante la rivoluzione fu proibita la musica in chiesa, alcuni musicisti furono ghigliottinati e qualcuno, per sopravvivere, dovette adattarsi, che fosse sincero o no, a scrivere musica in accordo con le idee dominanti. Così dovette fare l’organista di Notre Dame Claude Balbastre (1724-1799), del quale ascolteremo la pastorale natalizia per organo “Quand Jésus naquit è Noël”.

Una leggenda, purtroppo resa popolare da un film di successo, presenta il musicista italiano, ma residente a Vienna, Antonio Salieri (1750-1825), come un acerrimo nemico e rivale di Mozart, geloso del suo genio. Questa leggenda non ha un reale fondamento, se non la normale rivalità tra colleghi di diversa scuola e di diversa generazione. In realtà Salieri fu un musicista molto stimato ed ebbe tra i sui allievi, oltre ad un figlio dello stesso Mozart, anche Franz Schubert (1797-1828). Fu quest’ultimo che, al funerale di Salieri, come da lui disposto, diresse la sua Messa da Requiem, comprendente i brani liturgici tradizionali della messa esequiale. Di quest’ultima ascolteremo la prima parte del “Dies irae”.

Abbiamo già incontrato Baldassarre Galuppi (1706-1785). Spesso la sua musica sacra meriterebbe le critiche dell’abate Gerbert, a causa della piacevolezza un po’ profana delle sue melodie. Ma non manca di pagine molto belle. Di lui ascolteremo, ora, l’inizio del salmo “Dixit Dominus”.
Queste le parole del salmo latino:

Dixit Dominus Domino meo: sede a dextris meis, donec ponam inimicos tuos scabellum pedum tuorum. Virgam virtutis tuae emittet Dominus ex Sion: dominare in medio inimicorum tuorum. Tecum principium in die virtutis tuae in splendoribus sanctorum: ex utero, ante luciferum, genui te. Juravit Dominus et non poenitebit eum: tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech. Dominus a dextris tuis: confregit in die irae suae reges. Judicabit in nationibus, implebit ruinas: conquassabit capita in terra multorum. De torrente in via bibet: propterea exaltabit caput.

Proponiamo anche un’altra interpretazione musicale, scrita dal medesimo compositore, dello stesso salmo, probabilmente migliore della precedente. Abbiamo indugiato ad inserirla, perché il relativo video ha il difetto di interrompersi all’impropvviso senza giungere alla conclusione. Trattandosi, tuttavia, di una bella composizione e di un’ottima esecuzione, infine ci siamo decisi ad inserirla, nonostante il difetto segnalato.

Infine troviamo una sorpresa. Molti sanno che la canzoncina natalizia “Tu scendi dalle stelle” fu scritta, parole e musica, da Sant’Alfonso de’ Liguori (1696-1787). Ma pochi sanno che Sant’Alfonso scrisse molte altre canzoncine – ad una della quali personalmente mi sono ispirato nel romanzo storico che sta per essere pubblicato: vedi http://www.edizionisolfanelli.it/quantodegnaseidamore.htm
e anche un “Duetto tra l’anima e Gesù Cristo”, che fu ritrovato soltanto molto tempo dopo la sua morte. Sant’Alfonso non era un musicista professionista, ma aveva la sua preparazione e non vi deluderà. Per avere notizie dettagliate su questa sua composizione e sulle relative vicende e per leggere il testo letterario del duetto, si può aprire il seguente link:

Canto della Passione Duetto

Ora ascolteremo la seconda parte del duetto – cioè il duetto vero e proprio tra l’anima e Gesù Cristo.