Serate in famiglia XXVIII

Tornando alla musica romantica tedesca, il primo compositore che vogliamo affrontare è Felx Mendelssohn (1809-1847). Proveniente da una famiglia ebraica – suo nonno era stato un celebre filosofo illuminista – convertita al protestantesimo, Mendelssohn poté godere di una grande agiatezza economica grazie all’attività di banchiere del padre. Purtroppo la sua salute negli ultimi anni si deteriorò rapidamente ed egli morì a soli 38 anni.
Dimostrò un ingegno musicale molto precoce: a soli undici anni aveva già scritto cinque sinfonie e svariate composizioni per quartetto e per pianoforte. Ebbe validi maestri e amicizie importanti nel campo musicale e culturale. Studiò i polifonisti italiani, e frutto di questo studio fu la riedizione della Passione secondo San Matteo di Bach, che dal tempo della sua composizione per circa un secolo non era stata più eseguita, se non raramente a Lipsia. Mendelssohn la riesumò e la diresse, sebbene in una forma abbreviata, nel 1829 a Berlino, ottenendo un trionfo epocale.
Viaggiò molto in Inghilterra, in Francia, in Svizzera e in Italia. Il suo talento fu riconosciuto da illustri contemporanei, come il musicista Luigi Cherubini e il poeta Goethe, ma nuocquero alla sua fama da una parte la sua fedeltà alla tradizione musicale classica – i suoi modelli principali furono Bach, che, come abbiamo visto, egli contribuì in modo determinante a far uscire dall’ingiusto oblio, e Mozart, e il Conservatorio di Lipsia, da lui fondato nel 1843, divenne un caposaldo di fedeltà al classicismo – mentre altri illustri compositori, come Schumann, Berlioz, Chopin, Liszt, Wagner seguivano strade innovative, e dall’altra la sua origine ebraica, in un periodo in cui stava diffondendosi l’antisemitismo.
Fu direttore musicale della città di Düsseldorf e nel 1835 fu nominato direttore dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, una celebre società di concerti. La sua vita privata si svolse senza gravi conflitti, e ciò si riflette nella sua musica, in cui predominano l’armonia e l’equilibrio. Sinceramente romantico, ma lontano dal l’urto delle passioni e dai conflitti dei sentimenti, il suo è un romanticismo sereno, raramente malinconico, che si esprime in immagini tenere e gentili e in quadretti di genere, nei quali egli rievoca la natura o si lascia ispirare da suggestioni letterarie. La sua serena esistenza fu infine funestata dalla morte dell’amata sorella Fanny, nel 1847, alla quale dedicò il cosiddetto “Requiem per Fanny”, ossia il Quartetto in fa minore op. 80, sua ultima composizione di rilievo
Mendelssohn, come l’altro grande musicista di origine ebraica Giacomo Meyerbeer, subì la grande ostilità di Richard Wagner, dovuta sia al suo antisemitismo, sia alla sua insofferenza per una musica troppo legata ai modi tradizionali, sia anche ad una certa gelosia. Con il trionfo del wagnersimo nella seconda metà dell’Ottocento, la fama di Medelssohn e di Meyerbeer subì un certo oscuramento. Ma in seguito il genio di Mendelssohn fu universalmente riconosciuto.
La fedeltà del compositore ai modelli classici tradizionali non significa affatto che la sua musica non fosse profondamente originale e animata da uno stile personalissimo e inconfondibile. La sua produzione comprende musica orchestrale – sinfonie, musiche di scena, concerti – oratori sacri, musica da camera e per pianoforte, Lieder.
Molto conosciute sono le musiche di scena, scritte a soli diciassette anni, per la commedia di Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate”. Di esse famosa assai più del suo merito è la marcia nuziale, il brano più eseguito ancora adesso nei matrimoni. Molto superiore ad essa è l’incomparabile overture – una delle più sfavillanti pagine della musica tedesca – che ora ascolteremo. A chi conosce la commedia di Shakespeare, non sarà difficile riconoscere l’evocazione del mondo dei folletti, realizzata dal pianissimo dei violini, e il fragoroso tema dell’asino.

Tra le sinfonie di Mendelssohn ve ne è una dedicata all’Italia. Personalmente la ritengo un lavoro molto mediocre – e lo stesso Mendelssohn non ne era soddisfatto, tanto che non permise che si pubblicasse, avendo l’intenzione di riscriverla. Ascolteremo, invece, il secondo tempo della terza sinfonia, detta Scozzese.

Un’altra opera strumentale di grande rilievo è il concerto per violino e orchestra, di cui ascolteremo il secondo tempo.

Infine proponiamo una delle sue più giustamente fortunate composizioni per pianoforte: la barcarola in fa diesis minore, ispirata alle gondole veneziane.