La nona “stella” della scuola online: la poesia e la lettura

di Madre Lioba

Per un ripensamento della vita familiare in occasione delle nuove opportunità offerte dal reddito di maternità proposto dal Popolo della famiglia
17.

Recentemente un personaggio in questo momento molto autorevole, non si sa per quanto tempo ancora, ha affermato che il problema della denatalità non si risolve chiudendo la donna in casa a fare figli. Affermazione molto singolare, che possiamo dividere in due parti. Incominciamo dalla seconda. De-natalità significa mancanza di nascite. Ora, che la mancanza di nascite non si risolva facendo figli, cioè con le nascite, sembra un concetto molto peregrino!
Quanto alla prima parte della frase, dalle nostre parti è cosa piuttosto rara che qualcuno, uomo o donna che sia, si lasci chiudere in casa. È un po’ diverso il caso di una donna che, d’accordo e con il sostegno del marito, liberamente voglia assumere il governo della sua casa per non lasciarla in uno squallido abbandono o per non affidarla a mani estranee e mercenarie.
Già abbiamo abbondantemente mostrato quale straordianario impegno debba essere governare una casa e quante competenze richieda. Ma non abbiamo detto tutto, anche se già certamente molte lettrici si stanno chiedendo come sia possibile arrivare a tanto.
Coraggio! L’unione fa la forza e, sostenendoci a vicenda tra famiglie e persone competenti e di buona volontà, mostreremo che la donna che sceglie di governare sapientemente la sua casa non è da meno, e forse è da più, della donna in carriera!
Abbiamo visto quanto sia importante e affascinante l’ottava stella, “la musica”. La successiva – la poesia e la lettura – è altrettanto “splendente” ed è con essa strettamente imparentata. Il poeta, infatti, viene spesso chiamato “cantore” e le sue composizioni “canti”, o “carmi”.
Si chiederà: ma che hanno la poesia e la lettura a che fare con la vita familiare? Purtroppo con il più comune andazzo attuale ben poco! Ma non dovrebbe essere così.
Abbiamo detto che la musica ha un ruolo fondamentale per la formazione dei nostri sentimenti e pensieri. La stessa cosa dobbiamo dire della parola e della lingua. Il modo di esprimersi, il linguaggio, il tono della voce usati nella vita di tutti giorni formano il nostro sentire, e tanto più quello dei piccoli. Si sa, anzi, che già durante la gravidanza il bambino è influenzato dal tono della voce della madre e di quanti la circondano. Ora purtroppo dobbiamo confessare che il linguaggio quotidiano nella nostra società ha subito negli ultimi decenni un rapido deterioramento. Parole che un tempo erano confinate nelle bettole ora sono di gran moda, e nuove parole di bassa origine sessuale e oscena fanno ormai parte del linguaggio abituale di tutti, anche di professori e sacerdoti. A questo si aggiunge il tono della voce, spesso intollerante e aggressivo, per non parlare della diffusione, ormai inarrestabile, di parole straniere e, specialmemte tra la gioventù, di abbreviazioni e simbologie, prese dalla tecnologia, che depauperano sempre più il già povero vocabolario e mortificano la comprensione e la riflessione.
Quale che possa essere il ruolo della scuola per arginare questa tendenza, è in ogni caso certo che nulla può sostituire, in questo ambito, il ruolo della famiglia. Infatti l’educazione linguistica del bambino incomincia, come abbiamo visto, fin dalla gravidanza e prosegue per anni fondamentali della cescita, ben prima dell’età scolare. E anche dopo, il clima “linguistico” familiare mantiene un ruolo di primo piano.
Anche in questo caso i genitori devono prendersi le loro responsabilità e devono fare in modo che il linguaggio usato in famiglia sia tale da contribuire in modo determinante alla formazione di buoni e sani sentimenti nei piccoli.
Scriveva il poeta e critico T. S. Eliot (1888-1965), in un saggio che la scuola online mette a disposizione, che i poeti hanno una grande missione prima di tutto verso la propria lingua. Essi, infatti, fanno sì che la lingua di una nazione non degeneri verso forme rozze e banali, ma si conservi, si rinnovi e si arricchisca in modo da saper esprimere i sentimenti più alti e delicati, propri dell’uomo civilizzato.
Se ciò è vero, possiamo chiederci quale sia il posto della poesia nella vita di oggi. Certamente la risposta sarebbe molto deludente. Dopo quello che si impara a scuola, e non sempre con vero interesse, la poesia più o meno scompare dalla nostra vita.
Qualche cosa di analogo possiamo dire anche della lettura, alla quale la maggior parte di giovani e meno giovani preferiscono per lo più lo schermo. A questo si deve aggiungere anche la bassa qualità di molta produzione letteraria attuale.
In questa situazione appare come principale rimedio la duffusione di un costume che un tempo era comune, almeno in certe classi sociali: la lettura comune in famiglia.
Vorrei sottolineare l’importanza della lettura ad alta voce, sia perché con essa si partecipa insieme all’esperienza della lettura, sia perché poesia e prosa, in modi diversi, hanno bisogno dell’espressione della voce per trasmettere la loro propria “musica”. Ma per leggere bene poesia e prosa bisogna saperlo fare. Per questo la nona stella, con l’aiuto di qualche collaboratore, cerca di offrire agli utenti gli strumenti necessari per acquisire le relative abilità e competenze.
Dobbiamo qui aggiungere che, come per la musica, così per la poesia e la prosa, i genitori e i loro collaboratori devono necessariamente acquistare ampie conoscenze storiche per orientarsi nel campo letterario. Anche in questo caso, infatti, la rete mette a disposizione una ricchezza immensa di testi di tutti i tempi e luoghi, come anche i cosiddetti audio-libri ed esecuzioni sceniche, o anche filmate, di tanti capolavori letterari. Ma come trovare, tra tante offerte, spesso insidiose, la via buona per non smarrirsi?
A questo fine la scuola mette a disposizione degli utenti importanti istruzioni che potranno guidarli a crearsi le necessarie competenze. In tal modo sarà possibile, ridimensionando drasticamente il posto della televisione e di altri mezzi di comunicazione o di divertimento, prendere la bella abitudine familiare di dedicare del tempo, soprattutto la sera, a leggere insieme testi che, oltre a dare una gioia che nient’altro può sostituire, arricchiscono ed elevano, con la vastità del vocabolario e la bellezza dell’espressione, il nostro sentimento e il nostro pensiero.
Come si può comprendere, l’ambito della poesia e della letteratura, italiana e straniera, è così vasto e complesso, che per poterlo abbracciare in modo adeguato sarebbe necessaria un’ampia collaborazione di persone ben preparate. Già una parte notevole del lavoro è stata fatta, ma anche per questa stella dobbiamo rinnovare l’appello perché altri volenterosi collaboratori contribuiscano a svilupparla.

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